Scomparsi nel nulla, ma ancora più utili di un’app | I giochi che stimolano il cervello e che tutti dimentichiamo
Scopri i giochi con le mani che i bambini facevano prima della tecnologia: semplici, divertenti e fondamentali per lo sviluppo cognitivo
Data:
2 Giugno 2025
Quando bastavano le mani per giocare (e imparare)
C’è stato un tempo in cui i bambini non avevano bisogno di schermi, suoni o app per divertirsi.
Bastavano le mani, una filastrocca e magari un’amica con cui fare a turno. Giochi come “batti le mani”, “palla avvelenata” a mani nude, “tocco tocco chi è stato?”, “mani sulle ginocchia” o “patacò” (versione rudimentale del “mimo”) non erano solo passatempi: erano vere e proprie palestre di coordinazione, attenzione e memoria.
Secondo studi di psicomotricità infantile (fonte: SIPsIA – Società Italiana Psicomotricità), questi giochi attivano i lobi frontali del cervello, stimolano la coordinazione occhio-mano e rafforzano l’orientamento spaziale, fondamentale per la scrittura e il calcolo.
Il tutto mentre i bambini ridono, collaborano e si muovono. In un’epoca in cui l’apprendimento passa troppo spesso da schermi piatti, recuperare questi giochi significa restituire al corpo il suo ruolo educativo.
Mani che insegnano ritmo, relazione e autocontrollo
Molti di questi giochi – come le filastrocche battimani che si tramandavano di generazione in generazione – insegnavano il ritmo, la sequenza, il rispetto del turno e l’autocontrollo.
Alcuni erano veri esercizi di “cervello musicale”, dove le mani dovevano muoversi al tempo di una canzone, in coordinazione perfetta con un altro bambino.
È stato dimostrato (fonte: University of Washington, 2014) che i bambini che giocano con le mani migliorano le capacità linguistiche e cognitive già in età prescolare. Inoltre, questi giochi spesso si svolgevano in gruppo, creando legami, coinvolgimento e senso di comunità.
Non erano competizioni, ma esperienze condivise, dove contava l’armonia del gesto, non la vittoria. Ricreare oggi queste attività nelle classi o a casa non è solo un tuffo nostalgico, ma un atto educativo moderno e necessario.
La sfida di riscoprirli oggi (e una curiosità che non ti aspetti)
Riscoprire i giochi con le mani è oggi una vera sfida, soprattutto per chi è cresciuto tra schermi e app. Ma maestre e genitori hanno il potere di reintrodurre questi rituali antichi con semplicità, anche solo 10 minuti al giorno.
In classe, all’aperto, a casa dopo i compiti: bastano due mani e una voce. Alcuni educatori consigliano di registrare le nonne mentre li mostrano, prima che si perdano del tutto. Perché questi gesti parlano una lingua che i bambini riconoscono subito: quella del gioco vero.
Sai da dove arriva il classico gioco “batti le mani con la compagna mia”? Secondo fonti orali e documenti popolari raccolti dal folklore emiliano, era un esercizio usato nelle scuole rurali per allenare il tempo musicale e la socializzazione già nell’800. Era considerato “educazione ritmica” prima ancora che esistesse la musica a scuola!
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Ultimo aggiornamento
20 Maggio 2025, 11:38
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