Tutti pensano di conoscerlo, ma non è così | La storia del gioco dell’oca che ti sorprenderà

Scopri come il gioco dell’oca veniva usato per insegnare la geografia ai bambini: una storia educativa e inaspettata che ti sorprenderà.

Data:
2 Agosto 2025

Tutti pensano di conoscerlo, ma non è così | La storia del gioco dell’oca che ti sorprenderà

Un gioco da tavolo che nasconde un segreto educativo

Chi non ha mai giocato al gioco dell’oca? Apparentemente semplice, con le sue caselle numerate, le oche, le trappole e il percorso a spirale, è uno dei giochi più diffusi e longevi d’Europa.

Ma quello che pochi sanno è che il gioco dell’oca è nato come strumento educativo. In particolare, nel corso dell’Ottocento, venne utilizzato nelle scuole per insegnare la geografia, grazie a versioni modificate in cui al posto delle classiche caselle c’erano città, regioni, fiumi e confini nazionali.

Con ogni lancio di dado, il bambino avanzava sul tabellone e imparava a collocare luoghi e simboli geografici, memorizzandoli senza accorgersene, divertendosi. Un sistema brillante, usato da insegnanti pionieri dell’educazione moderna.

Dalle corti rinascimentali alle aule scolastiche

Il gioco dell’oca ha origini antichissime, probabilmente rinascimentali: si dice che venne regalato da Francesco de’ Medici a Filippo II di Spagna nel XVI secolo. Da passatempo per nobili e intellettuali, evolse nel tempo assumendo connotazioni pedagogiche.

Nel XIX secolo, editori francesi, italiani e tedeschi iniziarono a produrre varianti tematiche del gioco, come “Il viaggio in Italia”, “Il mondo illustrato” o “Le province italiane”.

Questi tabelloni contenevano mappe semplificate in cui ogni casella corrispondeva a una località reale, e al giocatore era chiesto di identificare luoghi, rispondere a domande, o raccontare fatti storici o culturali legati alla tappa raggiunta. Era una forma primitiva ma efficacissima di “gamification”, decenni prima che il termine esistesse.

Un gioco antico che possiamo reinventare oggi (e una curiosità sorprendente)

Ancora oggi, reinventare il gioco dell’oca per fini didattici può essere una scelta vincente: basta creare un tabellone tematico (es. “Le capitali europee”) e giocare con i bambini inserendo piccoli quiz ad ogni tappa. È un’attività perfetta per l’aula o per casa, che stimola memoria, concentrazione e orientamento geografico.

Ecco una curiosità che pochi conoscono: durante la Prima Guerra Mondiale, alcuni prigionieri realizzavano versioni del gioco dell’oca con disegni fatti a mano per insegnare ai compagni la geografia dei territori occupati. Non era solo un gioco: era uno strumento di speranza, memoria e conoscenza.


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Ultimo aggiornamento

30 Maggio 2025, 12:06

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