Stanno facendo impazzire tutti | I giochi che nessuno si aspetta ma che fanno sorridere da generazioni
Scopri i giochi di gruppo che incantano i bambini da generazioni: il segreto della loro magia è più profondo di quanto immagini.
Data:
10 Giugno 2025
I giochi che uniscono più dei tablet
In un mondo iperstimolato da schermi, animazioni e app educative, i giochi di gruppo sembrano quasi un ritorno all’antico. Eppure, proprio oggi, sono più attuali che mai. Psicologi infantili di Harvard e pedagogisti come Francesco Tonucci lo confermano: il gioco collettivo sviluppa empatia, problem solving e gestione delle emozioni molto più di qualunque tecnologia.
Ma quali sono i giochi che fanno battere il cuore ai bambini, ovunque si trovino? Alcuni sono sorprendenti. “Un, due, tre… stella!”, ad esempio, non è solo un gioco: è un laboratorio emozionale. L’attesa, l’autocontrollo, la suspense… tutto si condensa in una dinamica che diverte e costruisce competenze sociali fondamentali. E che dire di “Palla avvelenata”?
Non solo esercita il corpo e l’attenzione, ma insegna la gestione della paura e la cooperazione spontanea. Studi dell’Università di Bologna hanno dimostrato che i bambini che praticano regolarmente giochi di gruppo hanno una maggiore tolleranza alla frustrazione e una migliore regolazione emotiva. E questi effetti si notano anche a scuola.
I giochi più amati dai bambini di tutto il mondo
In Giappone, bambini di ogni età giocano ancora a “Darumasan ga koronda”, la versione nipponica del nostro “Un, due, tre… stella!”, con piccole varianti locali che la rendono speciale.
In Brasile trionfa “Queimada”, gioco quasi identico alla nostra palla avvelenata, ma con regole più intense e una forte carica di squadra. In Finlandia, i bambini si radunano per “Polttopallo”, un incrocio tra dodgeball e battaglia amichevole, mentre in Kenya i più piccoli giocano a “Kati”, una sfida semplice ma potentissima per coordinazione e intuito.
Questi giochi, trasmessi oralmente e mai dimenticati, non solo resistono al tempo ma addirittura cambiano forma per adattarsi alle generazioni. E il motivo è semplice: sono basati sul corpo, sul gruppo, sul tempo reale e sull’interazione viva. Niente può sostituirli. Perfino nel Regno Unito, dove la tecnologia è capillare, la BBC ha condotto uno studio su come il gioco “Tag” (il nostro “ce l’hai”) aumenti l’inclusione scolastica e la felicità nei momenti di ricreazione. E quando chiedi ai bambini quali siano i loro momenti preferiti della giornata scolastica, la risposta è quasi sempre la stessa: “quando giochiamo tutti insieme”.
I giochi di gruppo che dovremmo riscoprire subito
Ecco quindi una piccola lista da stampare e appendere in classe o in casa:
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Un, due, tre… stella!
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Palla avvelenata
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Ce l’hai (o “acchiapparella”)
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Ruba bandiera
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Il gioco delle sedie
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Nascondino
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La settimana (campana)
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Il fazzoletto
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Il telefono senza fili
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Il lupo mangia frutta
Tutti questi giochi richiedono zero tecnologia, zero materiali, zero spese. Solo corpi, voci e spazio. Ma l’effetto sul cervello e sul cuore dei bambini è enorme. Secondo la Stanford Graduate School of Education, i giochi cooperativi come questi sono tra le prime attività consigliate per contrastare l’ansia sociale nei bambini dai 4 agli 8 anni.
E sai qual è la parte più incredibile? Ogni volta che un bambino gioca con altri bambini, il suo cervello rilascia ossitocina, lo stesso ormone dell’abbraccio. Giocare insieme, letteralmente, è come volersi bene.
Curiosità
Il gioco più antico del mondo documentato? Si chiama “Seega” e risale all’Antico Egitto: veniva giocato dai bambini usando sassolini e scacchiere disegnate nella sabbia. Le regole erano semplici e basate sull’inseguimento: proprio come “ce l’hai”. Il bisogno di correre, toccare, ridere, scappare e condividere è dentro di noi da sempre. E ogni volta che un bambino gioca in gruppo… fa un po’ di storia anche lui.
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Ultimo aggiornamento
30 Maggio 2025, 12:10
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