Il mistero delle conte dimenticate | Da dove viene “Ambarabà ciccì coccò” e perché nasconde più di quanto immagini

Sembrano solo parole senza senso, ma le conte per bambini hanno origini sorprendenti, storie antiche e significati insospettabili.

Data:
16 Maggio 2025

Il mistero delle conte dimenticate | Da dove viene “Ambarabà ciccì coccò” e perché nasconde più di quanto immagini

Un gioco che sembra innocente, ma affonda le radici nel medioevo

“Ambarabà ciccì coccò, tre civette sul comò…” Tutti l’abbiamo recitata, tutti l’abbiamo sentita dire nel cortile della scuola o sull’altalena al parco. Ma cosa significa davvero questa filastrocca apparentemente priva di senso?

La verità è che le conte non sono solo parole buttate lì: sono una forma di poesia popolare antichissima, spesso tramandata oralmente da secoli, nate per aiutare i bambini a scegliere “chi sta sotto” nei giochi ma anche per trasmettere simboli, suoni e ritmi che aiutano a sviluppare la musicalità del linguaggio.

Le prime conte italiane risalgono almeno al medioevo, e alcune ricerche etnolinguistiche, come quelle del linguista Giuseppe Cocchiara, mostrano come fossero utilizzate anche nei rituali magici e cerimoniali per esorcizzare la paura o per invocare la fortuna.

Ecco perché molte conte sembrano nonsense: in realtà, sono parole arcaiche corrotte dal tempo, oppure parodie infantili di formule rituali che oggi non comprendiamo più.

“Tre civette sul comò”: la formula magica più famosa in Italia

La conta “Ambarabà ciccì coccò” è una delle più celebri e resistenti della tradizione italiana. Diffusissima in tutto il paese già nell’Ottocento, è diventata popolare grazie a Gianni Rodari, che l’ha rilanciata in chiave poetica.

Ma già molto prima era presente in numerose varianti dialettali, da Nord a Sud. La cosa sorprendente?

La filastrocca ha una struttura ritmica perfetta per i bambini in età prescolare, basata sulla ripetizione, sull’onomatopea e sulla cadenza musicale, che facilitano la memorizzazione e la pronuncia.

Le “tre civette” che “facevano l’amore con il dottore” sono una sovversione comica di autorità e normalità, come accade spesso nelle forme di folklore infantile.

Niente di volgare, ma un modo per giocare con l’assurdo e sfidare il mondo degli adulti. In più, secondo la storica Luciana Tufi, molte conte contengono elementi “ritualmente protettivi”, come la ripetizione di suoni forti o gutturali per tenere lontano il male o per richiamare l’attenzione del gruppo.

Curiosità: in Giappone, i bambini usano le conte per scacciare i demoni

Non è solo una questione italiana. In Giappone, i bambini usano le cosiddette “warabe uta”, filastrocche cantate durante i giochi, molte delle quali hanno origine sciamanica e servivano anticamente per allontanare gli spiriti maligni.

Alcune, tradotte, suonano stranamente simili alle nostre: senza senso apparente, ma profondamente legate a riti e credenze. Chissà quante delle parole che oggi ci fanno solo ridere… un tempo proteggevano davvero i più piccoli da ciò che faceva paura.


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Ultimo aggiornamento

5 Maggio 2025, 09:27

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