Il gioco geniale che pochi conoscono | Perché disegnare a occhi chiusi scatena la creatività dei bambini
Un gioco semplice e sorprendente: disegnare a occhi chiusi stimola creatività e sicurezza nei bambini. Ecco perché funziona.
Data:
28 Aprile 2025
Quando chiudere gli occhi apre la mente
Sembra un gioco da nulla. Un foglio, una matita, e una regola: disegnare senza guardare. Ma quello che accade quando un bambino chiude gli occhi e lascia che la mano segua la fantasia è qualcosa di straordinario. Disegnare a occhi chiusi è un’attività tanto semplice quanto potente, capace di sbloccare energie creative che, troppo spesso, restano imprigionate dal giudizio, dal confronto o dall’ossessione per “il disegno perfetto”.
Senza il controllo visivo, il bambino è costretto a fidarsi del proprio corpo, della propria memoria e della propria immaginazione. È un gesto che lo libera, che lo spinge oltre le linee dritte, i margini e le regole. E mentre noi adulti sorridiamo pensando sia solo un gioco buffo, nel suo cervello si attivano processi cognitivi e motori di altissimo valore educativo.
Il disegno cieco nella pedagogia e nella psicologia
Nell’ambito della psicologia dell’infanzia, il disegno a occhi chiusi viene usato da anni come strumento per stimolare la creatività divergente e per abbattere le inibizioni. Secondo gli studi della professoressa Ellen Winner (Harvard Graduate School of Education), le attività artistiche che eliminano il giudizio visivo spingono il cervello a produrre idee più originali e libere da stereotipi. E la cosa più affascinante è che il bambino non si rende nemmeno conto di star “lavorando”: si diverte, ride, sperimenta, ma intanto sviluppa pensiero laterale, coordinazione e fiducia in sé.
Anche pedagogisti italiani come Franco Lorenzoni hanno sottolineato quanto il “disegnare al buio” sia utile per dare spazio all’invisibile, a ciò che il bambino ha dentro ma non riesce sempre a tradurre in forme riconoscibili. Inoltre, togliendo l’elemento visivo, viene disattivato anche il confronto con gli altri, liberando i più timidi dal peso del giudizio e permettendo a tutti di esprimersi in modo autentico.
Come proporlo e cosa osservare nei risultati
Per giocare, basta pochissimo: una benda sugli occhi, una matita o un pennarello, e un foglio abbastanza grande. Si può proporre come attività individuale o di gruppo, magari trasformando tutto in una sfida allegra: “Chi riesce a disegnare un gatto senza guardare?” oppure “Facciamo un autoritratto a occhi chiusi!”. Dopo il disegno, arriva il momento più interessante: guardare cosa è venuto fuori, e lasciar parlare il bambino.
Spesso, dietro quelle forme imprecise, si nascondono intuizioni profonde, dettagli incredibili, soluzioni geniali. E non solo: il bambino si sente fiero, curioso, coinvolto. È una piccola grande vittoria sulla paura di sbagliare, e un enorme passo verso la libertà creativa. Il consiglio è di non correggere mai il risultato, ma anzi di valorizzarlo come “un’opera” nata da un’esperienza sensoriale e intuitiva. È così che nasce l’autenticità. E spesso, anche un po’ di magia.
Curiosità
Lo sapevi che Pablo Picasso usava spesso la tecnica del disegno cieco per “sfuggire” al controllo mentale e ritrovare la spontaneità infantile? Diceva che disegnare senza vedere era l’unico modo per ascoltare la mano invece degli occhi. Un’idea geniale, che oggi possiamo regalare anche ai nostri bambini.
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Ultimo aggiornamento
15 Aprile 2025, 08:17
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