Il gioco che fa sorridere i bambini, ha un’origine inquietante | La verità su “Giro Giro Tondo” ti sorprenderà
La verità inquietante dietro “Giro giro tondo”: non è solo un gioco innocente. La sua storia ti lascerà a bocca aperta.
Data:
24 Giugno 2025
Le radici oscure di un girotondo apparentemente innocente
“Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra…”: milioni di bambini lo cantano da generazioni, tenendosi per mano e ridendo in cerchio. Ma dietro questo rito infantile che oggi sembra solo un passatempo innocente si nasconde una delle storie più sinistre della tradizione orale europea.
Secondo molte fonti di folklore, questa filastrocca affonda le sue radici in un periodo di dolore e morte: la peste nera del XIV secolo. Durante l’epidemia che devastò l’Europa, si ritiene che le persone creassero canzoni e giochi come modo per esorcizzare la paura e il terrore.
La versione anglosassone “Ring a ring o’ roses” contiene simbolismi legati ai sintomi della peste: “roses” per il rossore della pelle, “a pocket full of posies” per nascondere l’odore dei cadaveri, “we all fall down” per la morte.
Molti studiosi suggeriscono che anche “Giro giro tondo” potrebbe aver preso spunto da questa tradizione. Il “tondo” rappresenterebbe il cerchio della quarantena o delle danze propiziatorie attorno ai malati, mentre “casca il mondo” simboleggia il crollo della società. Incredibile pensare che un gioco così diffuso nasca da una tragedia così devastante.
Una filastrocca tra superstizione e rituale
Ma c’è di più. Alcune versioni italiane antiche della canzoncina sembrano avere connotazioni pagane e rituali, in cui i bambini rappresentavano simbolicamente il ciclo della vita e della morte.
Girare in cerchio era, in molte culture antiche, un modo per imitare il movimento del sole, il tempo e la ruota del destino. Alcuni antropologi ritengono che queste danze infantili siano residui di antichi riti di fertilità o protezione, poi “addolciti” nei secoli per diventare giochi. In altre parole, i bambini avrebbero inconsapevolmente continuato per secoli rituali ancestrali di sopravvivenza, propiziazione o purificazione.
La frase “casca la terra” potrebbe alludere alla distruzione del vecchio mondo per lasciar spazio al nuovo, un tema profondamente radicato in moltissime tradizioni culturali.
A rafforzare questa tesi ci sono filastrocche simili presenti in Francia, Germania e Inghilterra, tutte con lo stesso schema: bambini in cerchio, una rima e una “caduta” finale. Coincidenze? Difficile crederlo.
Perché continuiamo a cantarla?
Il fascino oscuro di “Giro giro tondo” sta forse proprio nella sua doppia identità: è sia un gioco di leggerezza che un’eco di qualcosa di profondamente umano e antico. I bambini non conoscono il passato tragico che potrebbe celarsi dietro quei versi, ma continuano a portarlo avanti.
E forse, in fondo, è proprio questa la magia dei giochi tramandati oralmente: una memoria collettiva travestita da innocenza, che sopravvive attraverso il canto, la risata e il movimento. Ecco perché, ancora oggi, nelle scuole e nei cortili, questo gioco non scompare.
Perché dietro ogni girotondo c’è la forza invisibile di chi ha voluto esorcizzare il dolore con una canzone semplice e circolare.
Curiosità
In alcune zone della Toscana e dell’Umbria, ancora oggi esiste una versione alternativa della canzone che termina con “casca il re e la regina, casca la povera gallina”. Secondo alcuni folkloristi, la “gallina” era simbolo di sacrificio rituale per proteggere i bambini dalle malattie. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di mistero a un gioco apparentemente innocuo.
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Ultimo aggiornamento
26 Maggio 2025, 11:34
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