I compiti infiniti dei bambini giapponesi | Il confronto globale che ha svelato dove si studia di più (e dove quasi per niente)
Dal Giappone alla Finlandia: ecco dove i bambini passano ore sui compiti... e dove invece non ne hanno quasi affatto.
Data:
15 Maggio 2025
Chi ha inventato i compiti? E perché oggi ci sono paesi che li rifiutano quasi del tutto
La parola “compiti” scatena un brivido tra banchi e cucine di mezzo mondo. Ma chi ha deciso che studiare a casa fosse indispensabile? L’invenzione dei compiti viene attribuita a Roberto Nevilis, un insegnante italiano del 1905, che li avrebbe imposti come forma di punizione.
Ma oggi, nel 2025, la situazione globale è drasticamente diversa: alcuni paesi stanno abbandonando i compiti a favore del tempo libero, mentre altri li difendono come strumento chiave per il successo scolastico.
Secondo i dati dell’OCSE, in Italia i bambini delle elementari dedicano in media 4,8 ore a settimana ai compiti, mentre in Finlandia – simbolo di un’istruzione progressista – il tempo medio è meno di 3 ore.
In Corea del Sud, invece, il tempo scolastico e lo studio a casa possono arrivare a oltre 10 ore giornaliere, con bambini che vanno a lezione anche di sera. Ma studiare di più vuol dire davvero imparare di più?
Quando meno è meglio: cosa dice la scienza sull’efficacia dei compiti
Studi recenti, come quelli della Duke University, hanno dimostrato che un numero elevato di compiti non porta automaticamente a risultati migliori, soprattutto alle elementari.
Il cervello dei bambini, ancora in pieno sviluppo, ha bisogno di tempo per giocare, esplorare, socializzare. In paesi come la Finlandia, l’Estonia o i Paesi Bassi, l’approccio educativo privilegia la qualità del tempo a scuola e la libertà a casa, con risultati scolastici tra i migliori al mondo.
Al contrario, in nazioni come la Cina o il Giappone, il carico extrascolastico è così pesante che molti bambini finiscono per frequentare scuole private serali chiamate “cram schools”, vivendo giornate stressanti e prive di svago.
Il paradosso? I sistemi con meno compiti sembrano formare studenti più sereni, motivati e creativi. Questo pone una domanda scomoda: stiamo davvero aiutando i nostri figli con montagne di esercizi pomeridiani… o li stiamo solo logorando?
Curiosità: in Francia i compiti scritti sono vietati… ma con un trucco
Dal 1956, in Francia i compiti scritti a casa per la scuola elementare sono vietati per legge.
Ma attenzione: la norma vale solo per lo scritto. E così, molti insegnanti aggirano la regola assegnando esercizi orali, letture o attività da svolgere con i genitori.
Il risultato? Formalmente pochi compiti, ma la pressione resta. Un esempio perfetto di come, a volte, la scuola riesce ad aggirare anche sé stessa.
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Ultimo aggiornamento
5 Maggio 2025, 09:28
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