Giocano a fare il leone o il gatto | Il vero motivo per cui i bambini fingono di essere animali
Quando i bambini si comportano come animali non stanno solo giocando. C’è un messaggio profondo dietro quel gesto.
Data:
17 Aprile 2025
Non è solo un gioco: è una finestra sul loro mondo interiore
“Guarda mamma, sono un cane!” oppure “Io adesso mi trasformo in un leone!” sono frasi che ogni genitore e maestra ha sentito almeno una volta. I bambini che si fingono animali, spesso anche imitando versi e movenze, possono sembrare semplicemente immersi in un gioco divertente. Eppure, quel comportamento ripetuto – e a volte ossessivo – non è solo gioco. È linguaggio. È bisogno. È comunicazione profonda. Quando un bambino sceglie di “essere” un animale, sta utilizzando un canale potentissimo del suo sviluppo: il gioco simbolico.
Questo tipo di gioco compare generalmente intorno ai due anni e mezzo e rappresenta una delle tappe fondamentali della crescita cognitiva ed emotiva. Lo dice anche Jean Piaget, padre della psicologia dello sviluppo, che ha definito il gioco simbolico come “la capacità di rappresentare la realtà attraverso segni”, un’abilità che prepara il bambino non solo al linguaggio, ma anche all’empatia, alla socializzazione e alla regolazione delle emozioni.
L’identificazione con l’animale è una forma di esplorazione di sé
Ogni animale ha caratteristiche ben definite nella fantasia dei bambini: il leone è forte e coraggioso, il gattino è tenero e coccolone, il serpente è astuto, il cane è fedele. Quando un bambino si comporta come uno di questi animali, sta proiettando un tratto della propria personalità oppure sta esplorando un’emozione che non sa ancora esprimere a parole.
Ad esempio, un bambino timido che si comporta da leone potrebbe cercare di sentirsi più forte. Un altro che si fa coccolare come un gattino, forse sta cercando più contatto o rassicurazione. Secondo la psicologa dell’infanzia Arietta Slade, della Yale University, questi giochi rappresentano “una modalità sicura per esprimere emozioni complesse e sperimentare ruoli che altrimenti non si sentirebbero autorizzati a vivere”. Inoltre, i giochi di finzione basati su animali hanno un’enorme valenza anche nell’acquisizione del linguaggio: il bambino associa suoni, movimenti, emozioni e parole in una sola esperienza multisensoriale, rafforzando la memoria e la capacità espressiva.
Quando preoccuparsi e come reagire in modo educativo
Nella maggior parte dei casi, fingere di essere un animale è una tappa evolutiva sana e creativa. Ma se il comportamento si ripete in modo esclusivo per mesi, senza variazioni, oppure se il bambino si isola e rifiuta altri tipi di gioco, potrebbe essere un segnale da approfondire con uno specialista. Detto questo, nella stragrande maggioranza delle situazioni, è un gioco meraviglioso che va incoraggiato e valorizzato. I genitori e le maestre possono partecipare, ponendo domande come: “Cosa mangia il tuo animale?”, “Di cosa ha paura?”, “Chi sono i suoi amici?”.
Queste domande aprono uno spazio narrativo che permette al bambino di entrare in contatto con emozioni, bisogni e paure in modo protetto, usando l’animale come un ponte. E se si disegna o si scrive una storia insieme al bambino su quell’animale, l’esperienza diventa ancora più educativa. In breve, quando un bambino fa il cane o il leone, non è solo un gioco buffo da filmare col telefono. È un momento prezioso di crescita, in cui il suo mondo emotivo si manifesta, travestito da ruggito o miagolio.
Curiosità finale
Secondo una ricerca pubblicata su Early Childhood Research Quarterly (2019), i bambini che praticano regolarmente giochi di finzione con animali sviluppano più rapidamente abilità di leadership e risoluzione dei conflitti. Insomma, ogni volta che si mettono “nei panni” di un animale… stanno anche imparando a gestire il gruppo e a farsi ascoltare!
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Ultimo aggiornamento
14 Aprile 2025, 12:30
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