Fiabe che nessuno osa raccontare | Le bambine che hanno scritto la loro storia, senza castelli né principesse

Dimentica le principesse in attesa: queste eroine nordiche salvano se stesse, il mondo e persino gli orchi. Storie vere di coraggio e magia.

Data:
18 Luglio 2025

Fiabe che nessuno osa raccontare | Le bambine che hanno scritto la loro storia, senza castelli né principesse

La forza femminile delle fiabe nordiche che nessuno ti ha mai raccontato

Nei ghiacci e nelle foreste della tradizione nordica, le protagoniste non sono principesse da salvare, ma bambine che salvano tutti. A differenza delle fiabe più note dell’Europa centrale, in quelle nordiche — provenienti da Islanda, Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia — si trovano figure femminili forti, ribelli, indipendenti.

Non aspettano un principe, spesso lo sconfiggono. Prendiamo ad esempio “Tatterhood”, una delle fiabe islandesi meno conosciute ma più rivoluzionarie: racconta di una bambina nata con un cappuccio sporco in testa e un cucchiaio in mano, considerata brutta e bizzarra.

Eppure sarà lei, con l’aiuto della sorella (la bella, dolce e silenziosa), a combattere troll, streghe e maledizioni. Tatterhood cavalca una capra, impugna un bastone e affronta il caos da sola, rifiutando ogni forma di conformismo.

Queste fiabe non addolciscono il coraggio: lo celebrano.

Non eroine perfette, ma imperfette e invincibili

Un’altra figura emblematica è quella della ragazza senza nome che appare in diverse varianti delle fiabe lapponi e sami. Spesso inizia la sua storia sconfiggendo la fame, la neve e i lupi, prima ancora di incontrare esseri magici.

Non ha vestiti sontuosi, ma una pelliccia logora e un cuore feroce. La sua forza viene dalle scelte difficili: lascia la famiglia per salvare un villaggio o si ribella a un matrimonio imposto. Queste storie, tramandate oralmente per secoli, educavano le bambine a diventare donne coraggiose e autonome, ben prima che l’Occidente introducesse il concetto di “empowerment”.

Persino il folklore islandese conserva racconti di giovani streghe che proteggono i boschi, curano gli animali feriti e sconfiggono giganti con l’intelligenza, non con la bellezza. E non tutte vivono felici e contente: alcune spariscono nel vento, ma come eroine immortali.

Non sono fiabe per dormire: sono storie per svegliarsi

Perché queste storie sono così attuali oggi? Perché rompono il modello stereotipato della bambina debole, mostrando figure complesse, contraddittorie, spesso sole, ma mai sottomesse.

Sono perfette da portare in classe o leggere a casa: insegnano che il valore non sta nell’obbedire, ma nel decidere. Alcuni di questi racconti sono stati riscoperti e tradotti recentemente, come nel caso della raccolta “Scandinavian Folk Tales” di Reimund Kvideland e Henning K. Sehmsdorf (University of Minnesota Press), o nei testi curati da Maria Tatar.

Lì troviamo donne selvatiche, sorelle guerriere, bambine sagge e antieroine vincenti. Non è un caso che in alcune scuole norvegesi, queste fiabe siano oggi parte del programma di educazione civica. Perché un racconto giusto al momento giusto può insegnare più di mille regole.

Curiosità

La fiaba “Tatterhood” fu una delle prime storie a essere censurate nelle raccolte per bambini del ‘900 perché la protagonista “non era un buon esempio femminile”. Oggi, è considerata una delle icone del femminismo narrativo nordico.


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Ultimo aggiornamento

30 Maggio 2025, 11:52

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