Com’era davvero l’asilo mezzo secolo fa | Gli oggetti, i giochi e le regole che oggi sembrano incredibili

Dalle aule gelide ai grembiuli identici, fino ai giochi con la farina: così vivevano l’asilo i bambini di 50 anni fa. Incredibile ma vero!

Data:
10 Maggio 2025

Com’era davvero l’asilo mezzo secolo fa | Gli oggetti, i giochi e le regole che oggi sembrano incredibili

Un tuffo nel passato: com’era davvero l’asilo di 50 anni fa?

C’erano odori che oggi non esistono più: l’inchiostro, la cera per pavimenti, la minestra nella scodella di latta. Mezzo secolo fa, l’asilo non era come lo immaginiamo oggi: era più spartano, più essenziale e molto più “ruvido”, ma anche pieno di rituali affettuosi che lasciavano il segno.

Le aule erano spesso fredde d’inverno e afose d’estate, i riscaldamenti non sempre funzionavano e i grembiuli erano tutti uguali, spesso grigi o blu scuro, con colletti bianchi rigidi.

Le maestre venivano chiamate “signorine” e spesso erano severe ma profondamente amate, con una cultura educativa molto più “verticale” e autoritaria. In molti asili mancavano ancora giochi “strutturati”: si giocava con la farina, con i sassolini, con le mollette, si disegnava su fogli sottilissimi e le tempere puzzavano fortissimo.

Secondo l’archivio fotografico dell’INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), le scuole d’infanzia degli anni ’60 e ’70 erano spesso ambienti spogli ma vivi di voci e movimento, con attività che oggi definiremmo “sensoriali” molto prima che diventassero moda.

Regole severe, giochi semplici e tanta libertà di movimento

Sì, c’erano regole molto precise: tutti in fila, mani dietro la schiena, silenzio durante il pasto. Ma c’era anche una cosa che oggi manca spesso: il tempo lento. I bambini passavano ore a giocare senza interruzioni, con oggetti comuni che diventavano mondi.

La parola “psicomotricità” non esisteva ancora, ma si correva, si saltava, si facevano capriole sui tappeti. I giochi erano fatti di legno, metallo, stoffa. Niente plastica colorata, niente tablet, nessuna musica registrata: le canzoni si cantavano dal vivo, tutti insieme, battendo le mani.

La merenda era spesso pane e zucchero o un quadrotto di cioccolato fondente.

Secondo studi pubblicati su “Infanzia”, rivista pedagogica dell’Università di Bologna, l’asilo degli anni ’70 era povero di mezzi ma ricco di relazioni dirette, contatto fisico, e libertà creativa. Si imparava a “stare al mondo” più che a scrivere. E questo, forse, è ciò che molti rimpiangono oggi.

Curiosità: sapevi che si faceva il pisolino… tutti insieme sul pavimento?

Altro che brandine o angoli relax! In molti asili italiani degli anni ’60 e ’70, il pisolino si faceva direttamente sul pavimento, stesi su teli portati da casa.

A volte, ogni bambino portava la propria copertina con l’etichetta cucita dalla mamma. C’era silenzio, buio, e le maestre sorvegliavano come sentinelle.

Alcuni bambini ancora oggi ricordano il profumo del loro cuscino o la paura del buio come momenti fondamentali di crescita. Quei riti, così semplici, erano giganteschi per il cuore di un bambino.


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Ultimo aggiornamento

5 Maggio 2025, 09:33

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