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Tecnologie didattiche e apprendimento visivo: un’immagine vale di più di mille parole?

Perché parlare di apprendimento visivo?
Da quando la didattica e la scuola hanno deciso di insegnare attraverso le immagini? 

 

Negli ultimi anni la metodologia e la didattica scolastica hanno capito l’importanza di stimolare il maggior numero possibile di canali sensoriali.
Esiste oggi una vasta letteratura relativa all’uso dell’apprendimento visivo nella didattica: ricordo i vari studi sull’uso delle mappe concettuali, mentali e visive o sull’uso dei supporti visivi nei multimedia che si possono reperire con facilità anche su internet.

Ma quando inizia a svilupparsi questa consapevolezza? Cosa significa apprendimento visivo?

Ogni persona ha uno stile di apprendimento diverso, un modo tipico di percepire , elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni (Mariani, 2000).

Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall’altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni, a partire dai canali sensoriali che ci permettono di percepire gli stimoli che provengono dall’esterno.

Su questa base, si possono distinguere quattro principali gruppi di apprendimento:

  • visivo verbale, ovvero il canale finora maggiormente utilizzato nel contesto scolastico: quello che passa di preferenza per la letto-scrittura. Praticamente, s’impara leggendo.
  • visivo iconografico, ovvero la preferenza per immagini, disegni, fotografie, simboli, mappe concettuali, grafici e diagrammi. Praticamente, tutto ciò che riguarda il visual learning di cui stiamo parlando
  • uditivo, ovvero la preferenza per l’ascolto. Praticamente, s’impara maggiormente assistendo ad una lezione, partecipando a discussioni e attraverso il lavoro con un compagno o a gruppi.
  • cinestetico, ovvero la preferenza per attività concrete. Praticamente, s’impara facendo.

La nostra attenzione è ora rivolta sull’apprendimento visivo-iconografico (ma tutti sono egualmente importanti).

Quando gli studiosi di didattica hanno iniziato ad interessarsi a questa modalità di apprendimento?

Inizialmente pensavo che gli studi legati all’apprendimento visivo fossero molto recenti ma, invece, già nel 1908 la Keystone View Company, un’azienda inglese che produceva immagini stereografiche (immagini tridimensionali ottenute attraverso due fotogrammi) pubblicava il saggio “Visual Education” in cui veniva teorizzata l’importanza dell’apprendimento visivo.
Nello stesso periodo oltre oceano, negli Stati Uniti, nasceva un movimento, Visual Learning Movement, che proponeva di sostituire\alternare al metodo tradizionale scolastico l’utilizzo di audiovisivi.
L’interesse per questo tipo di apprendimento cresce ancora di più negli anni ’70 grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie per la didattica: in questi anni l’IBM porta avanti le prime sperimentazioni didattiche con computer (PLATO, TICCIT).
Negli anni ’80, con la diffusione dei personal computer, l’applicazione dell’informatica alla didattica conquista grandi consensi.

Ma come possiamo integrare nella nostra attività di insegnanti l’apprendimento visivo?

Le strategie che possiamo utilizzare per aiutare gli alunni che apprendono attraverso il visual learning sono le seguenti:

  1.  usare disegni, mappe multimediali in cui inserire parole-chiave, immagini, grafici ecc.. per ricordare i termini e per riassumere il materiale da studiare 
  2. usare il colore nel testo per evidenziare le parole-chiave e nelle mappe multimediali per differenziare i diversi contenuti e livelli gerarchici 
  3. sfruttare gli indici testuali prima di leggere il capitolo di un libro
  4.  creare immagini mentali di ciò che viene ascoltato o letto, utili per il recupero dei contenuti

Giorgio Luigi Borghi nei suoi ebook offre molte idee per aiutare gli alunni ad apprendere attraverso le immagini. Vi consiglio di dare un’occhiata al suo lavoro perché può risultare molto utile per la classe: Penso possa interessare il link per conoscere “Bimbi bravi a scuola” di Giorgio Luigi Borghi:  BIMBIBRAVIASCUOLA

 

 

 

"Apprendimento", "Didattica innovativa", "DSA", "Scuola"

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