Alopecia areata: una patologia ancora alla ricerca di una vera e propria collocazione in ambito sanitario

Se notate una chiazza improvvisa sui capelli, forse potreste cominciare a preoccuparvi. Niente di particolarmente grave, per carità. Nessuna malattia rara, grave e incurabile, ma solo una terribile seccatura alla quale purtroppo non c’è ancora rimedio. Ci riferiamo all’ alopecia areata, un problema che colpisce in media circa il 2% della popolazione. Questa problematica si manifesta all’improvviso, con una chiazza sui capelli che culmina con la repentina perdita di parte dei capelli stessi. Come rimediare a questo fastidioso inconveniente? Per il momento non si può fare ancora nulla, per via della mancanza dati epidemiologici certi e di strutture adeguate. La conferma giunge direttamente dall’Anaa (associazione nazionale alopecia areata), per voce del coordinatore scientifico Enrico Rizza.

Alopecia areata nei bambini, un problema da non sottovalutare

C’è un dato nel dato, che forse rappresenta l’aspetto più allarmante di questa vicenda. Dati statistici hanno stabilito che il 20% delle persone colpite da alopecia areata sono bambini, quasi tutti compresi in età pediatrica. Questo è ciò su cui preme maggiormente l’Anaa, sottolineando come la perdita di capelli in età pediatrica possa rappresentare un trauma non facile da superare. In attesa di progressi sul campo scientifico e strutturale, l’Anaa continua la propria campagna di sensibilizzazione riguardo a un problema che non merita di essere sottovalutato. In tal senso l’Anaa tiene a rimarcare il fatto che l’alopecia areata non ha ancora una collocazione ben precisa dal punto di vista medico/sanitario. Questa malattia è in un limbo, un vulnus che non le permette di essere inserita né tra la malattie rare (con i conseguenti rimborsi per i pazienti, quantomeno per le parrucche) né tra le malattie croniche.

Ciò che si sa rispetto a questa patologia è solo che si tratta di una malattia autoimmune che colpisce il follicolo del capello, e che può essere associata ad altre malattie autoimmuni per le quali esiste (come nel caso dell’alopecia areata) una predisposizione genetica. L’alopecia areata non va però confusa con la perdita dei capelli fisiologica da parte dei bambini, che avviene con la sostituzione della lanugo e la crescita dei capelli normali.

Le patologie e le problematiche associate all’alopecia areata

L’alopecia areata, essendo un problema che riguarda principalmente l’aspetto estetico del paziente, può provocare problemi di carattere psicologico. Sempre dall’Anaa fanno rendono noto che tali problematiche sono più accentuate quando si tratta di bambini, che vedono la loro immagine deturpata durante la crescita. Ma non è solo l’aspetto estetico a preoccupare gli esperti. Ci sono ulteriori considerazioni da fare tra lo sviluppo dell’alopecia areata e la connessione con altre patologie. E’ stato infatti dimostrato che il rischio di sviluppare altre malattie a seguito dell’alopecia non è così basso: celiachie, allergie alimentari o topiche, psoriasi, ipertiroidismo o tiroidite di Hashimoto e lupus eritematoso sono le malattie che possono susseguire all’alopecia areata. Oltre a queste patologie, c’è da considerare tutta una serie di problematiche che la mancanza di cuoio capelluto (o di pelo) può ingenerare: scottature in testa per via della mancanza del cuoi capelluto, oppure problematiche al naso o anche arrossamenti all’occhio e addirittura disturbi della cornea in caso di mancanza di ciglia.

Ci sono casi in cui, infatti, l’alopecia areata può interessare non solo il cuoio capelluto ma anche altre parti del corpo come cigli, sopracciglia e barba.

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