Tag: “Asilo nido”

Indicazioni per mamme, papà ed educatrici di asilo nido. Come affrontare il distacco dopo tanti giorni passati a casa con mamma e papà? Rientrare all'asilo nido o alla Scuola dell'infanzia dopo tanti giorni di vacanza non è mai facile: sembra di rientrare da un lungo viaggio con 4 ore di fuso orario da recuperare! Indicazioni per mamme, papà ed educatrici di asilo nido. Come affrontare il distacco dopo tanti giorni passati a casa con mamma e papà? Rientrare all'asilo nido o alla Scuola dell'infanzia dopo tanti giorni di vacanza non è mai facile: sembra di rientrare da un lungo viaggio con 4 ore di fuso orario da recuperare!

Suggerimenti per un rientro soft all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia dopo le vacanze

Indicazioni per mamme, papà ed educatrici di asilo nido.

Come affrontare il distacco dopo tanti giorni passati a casa con mamma e papà?

 

Rientrare all’asilo nido o alla Scuola dell’infanzia dopo tanti giorni di vacanza non è mai facile: sembra di rientrare da un lungo viaggio con 4 ore di fuso orario da recuperare!

Come prepararsi?

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Alcuni suggerimenti per mamma e papà:

 

1. Orario di risveglio

Iniziate a riprendere gradatamente la routine delle nanne e, soprattutto, del risveglio. Se dal 7 gennaio i vostri piccoli dovranno alzarsi alle ore 7:00 non lasciateli dormire fino all’ultimo giorno fino alle 10:00.

La prima settimana di scuola svegliate i bambini un pochino prima dell’orario previsto, in questo modo avranno il tempo per potersi preparare con calma e fare qualche coccola in più. Il rientro sarà meno traumatico e frenetico.

2. Ricordate al vostro bimbo quanto è bello andare a scuola

I bimbi dovranno essere stimolati a rientrare a scuola: parlategli dei loro amichetti, rileggete i libri utilizzati all’asilo, riguardate i lavoretti e fatevi spiegare come li hanno fatti. Se avete tempo, passate fuori da scuola con il vostro bambino e chiacchierate con lui.

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 Alcuni suggerimenti per le insegnanti:

 

1. Attività di lettura animata presso l’asilo nido e la scuola dell’infanzia

Consiglio di organizzare delle attività accoglienti, che “avvolgono” e coccolano i vostri piccoli alunni.

Leggere un libro nell’angolo morbido è sempre un’attività molto amata dai bambini. Creare un angolo per la lettura è semplice: bastano dei cuscini (li trovate sul sito Isaff.com), libri cartonati, un tappettone e un OMBRELLO.

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Trovato su thewiseowlfactory.com

 

Perché un ombrello?

Perchè crea l’atmosfera della magia e rappresenta un elemento nuovo che i bambini non avevano visto prima delle vacanze.

L’idea l’ho rubata in Inghilterra. Qualche anno fa ho partecipato ad un corso d’aggiornamento in Uk dove un gruppo di maestre presentava delle attività di lettura animata con le story sacks utilizzando graziosi ombrelli decorati come i seguenti:

 

 

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Trovato su thewiseowlfactory.com

 

Immagini trovate su katherinemariephotography.com e makeandtakes.com.

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Scegliete i libri proposti a settembre per l’accoglienza, perfetti anche per mantenere l’attenzione in classe e facilmente acquistabili su Amazon:

         

          

Potete proporre anche dei libri sulla Befana, l’ultimo personaggio fatato che ha animato le lunghe vacanze natalizie.

1. Attività di accoglienza per asilo nido e scuola dell’infanzia

I bambini piccoli amano parlare di mamma e papà ma per loro è difficile spiegarsi. Potete chiedere alle famiglie di portare all’asilo una scatola dei ricordi con numerose fotografie.

Per i bimbi sarà bello raccontare ed avere tanti oggetti che gli permetteranno di sentire i genitori più vicini. Il contenuto delle scatole dovrà essere ben esposto e di facile accesso per i bambini.

 

Indicazioni per mamme, papà ed educatrici di asilo nido. Come affrontare il distacco dopo tanti giorni passati a casa con mamma e papà? Rientrare all'asilo nido o alla Scuola dell'infanzia dopo tanti giorni di vacanza non è mai facile: sembra di rientrare da un lungo viaggio con 4 ore di fuso orario da recuperare!
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Trovato su thewiseowlfactory.com

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E se volete proporre un’attività per accogliere l’inverno vi consiglio questo post: giocare con il ghiaccio – attività didattica per bambini – asilo nido e scuola dell’infanzia

attività didattica inverno asilo nido scuola infanzia bambino

 

 

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Celebrazione dei lavori (attività per migliorare il rapporto scuola famiglia nella scuola dell'infanzia e nel nido)

Ogni anno presso la scuola dell’infanzia e del nido Little England di Brescia le maestre organizzano un momento molto atteso da grandi e piccini: la celebrazione dei lavori. L’obiettivo è quello di potenziare il rapporto di collaborazione fra la scuola e la famiglia.

Questo evento viene progettato seguendo la tradizione delle scuole anglosassoni.

 

I genitori vengono invitati a scuola e le insegnanti, con l’aiuto dei bambini, espongono tutti i lavori svolti durante i mesi precedenti.

E’ un momento molto bello:

– i bambini aprono le porte del loro mondo e possono mostrare e spiegare come trascorrono le loro giornate a mamma e papà:

– i genitori possono passare del tempo nella sezione e conoscere meglio le attività svolte.

Di seguito alcune fotografie scattate durante la celebrazione dei lavori:

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Per informazioni: www.littlengland.it oppure 030 2511684 (nido/infanzia) 030 322280 (primaria), 030 320136 (secondaria di I grado).

L’arredamento del nido e della scuola dell’infanzia Little England si ispira al modello montessoriano e alle scuole di Reggio Emilia ed è stato acquistato in prevalenza dalla ditta Isaff arredi.

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mio figlio morde

Mio figlio morde

Guest post di Niki Scavolo, coordinatrice didattica del nido e della scuola d’infanzia Little England

Vorrei condividere con tutti la meravigliosa lettera che ho ricevuto da un nostro papà, alle prese con un momento difficile che sta attraversando suo figlio: un tipo “mordace”!

mio figlio morde1

Ci sono cani che mordono i postini, lupi che si aggirano nei boschi pronti ad azzannare qualsiasi cappuccetto rosso deciso ad avventurarsi fino a casa della nonna e vampiri assetati di sangue che mordono le loro ignare vittime sul collo. E poi?
E poi c’è mio figlio, che morde i suoi compagni dell’asilo.
Non è cattivo, anzi, è adorabile, sveglio, tenero e coccolone. Il punto è un altro: morde.
Lui è quel che si dice un tipo mordace. Nel vero senso della parola.
Uno di quelli che quando gli dici che in tv non trasmettono il suo programma preferito ventiquattro ore su ventiquattro si arrabbia.
Uno di quelli che quando vede del cioccolato abbandonato su un tavolo fa il diavolo a quattro per averlo. Uno di quelli che quando ha deciso di stare con la mamma non c’è santo che tenga.
Uno di quelli che se non vuole andare a dormire te lo dice e ti sorprende quanto sia in grado di spiegare le sue ragioni.
Uno che se non riesce a fare qualcosa, prima si arrabbia, poi riprova, poi si arrabbia di nuovo, poi riprova ancora e alla fine ci riesce.
Uno che se… insomma, per me e mia moglie il nostro bimbo è unico ma forse quello che fa non è molto diverso da quello che fanno tutti gli altri bambini.
Solo che, a differenza di altri bambini, morde.
Quando me lo hanno fatto presente mi sono sentito affranto, dispiaciuto e un po’ colpevole.
Il mio primo pensiero è andato al mio bimbo. L’ho immaginato in uno scatto di rabbia, incapace di spiegare i suoi desideri e vittima di un’emozione forte e a lui sconosciuta.
Poi ho pensato alle vittime del mio piccolino. Non è piacevole ricevere un morso per un bambino così come non lo è per chiunque altro.
Poi ho pensato ai genitori delle vittime. Non deve essere rassicurante sapere che a scuola un altro bambino morde il proprio figlioletto.
Poi ho pensato a mia moglie e a me, che tanto tempo abbiamo investito nella speranza di educare alla condivisione e al rispetto delle regole e delle persone il nostro piccolo.
Ci siamo confrontati con le maestre, con la preside e ci siamo confrontati con la pediatra. Perfino con google. Ci siamo confrontati anche con lui, il nostro bimbo, che a quanto pare conosce bene le regole e sa che mordere non è una cosa da fare.
Il giudizio è stato unanime. Ci è stato detto da tutti, compreso l’autorevole google, che si tratta di un comportamento che alcuni bambini mettono in atto per affermarsi.
Ci sono bambini che spingono, bambini che mollano ceffoni più o meno pesanti, bambini più robustelli che usano il loro corpo per sottometterne altri, bambini che lanciano oggetti e vivande di ogni genere consistenza e sapore e bambini che usano la loro affilata dentatura.
Pensandoci bene, un bambino, non ha molti strumenti per dimostrare in modo autorevole il suo volere. Il pianto, un buy capoten online e pochi altri gesti. Con un simile corredo di opzioni la sua autorevolezza rischia di trasformarsi in autorità, o peggio, in aggressività.
Ci hanno spiegato che l’unica cosa da fare è essere costanti nel parlargli e fargli presente che il morso, come le spinte, gli schiaffi e qualsiasi altra cosa leda ad un altro bambino, non sono cose da fare.
Fornirgli alternative, essere attivamente presenti nel gioco e contenere con positività i normalissimi eccessi di rabbia.
Ah, un’altra cosa, ci hanno anche detto che non serve indossare occhiali scuri e barbe finte quando lo si accompagna all’asilo per non essere riconosciuto dai genitori dei bambini morsicati. Insomma, ci hanno detto di stare tranquilli, che è perfettamente normale e di lavorare serenamente per migliorare con lui.
Per questa ragione ci stiamo dando da fare. Per questa ragione abbiamo intrapreso alcune scelte di vita quotidiana diverse dalle nostre abitudini.
Per ora, personalmente, mentre mi impegno con mia moglie nel duro lavoro di genitore, coltivo due sogni:
un sogno da papà e uno da uomo.
Come papà sogno il mio bimbo che riesce a controllarsi e a trovare alternative al morso per soddisfare il suo desiderio di affermazione del quale dico serenamente che vado fiero (anche se mia moglie, giusto per restare in tema, mi dice di mordermi la lingua).
Sogno anche la comprensione degli altri genitori che invece di pensare al mio bambino come un serial killer comprendono meglio la natura di tutti i bambini, compresi i loro, che sono tutti diversi e tutti provvisti di pregi e difetti.
Come uomo, invece, sogno un mondo in cui i postini possano varcare i cancelli delle abitazioni accolti da cani scodinzolanti e coccolosi. Sogno un mondo nel quale i vampiri bevono solo acqua frizzante e sogno un mondo dove qualsiasi sprovveduto cappuccetto rosso possa avventurarsi dalla propria nonna senza temere alcun che.
Sognare è lecito, ma mi sa che per il mio sogno da uomo dovremo aspettare ancora un bel po’.

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mio figlio morde

 

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Ambienti, spazi e relazioni al nido

Le mie colleghe hanno partecipato ad un corso d’aggiornamento a Reggio per approfondire la pedagogia e la didattica dei nidi che seguono il progetto di Reggio Children. Da anni sostengo l’importanza dell’organizzazione dello spazio in ambito educativo e, quando ho visto le fotografie scattate dalle mie colleghe, ho deciso di parlarne sul blog.

Le immagini ritraggono alcuni ambienti della scuola dell’infanzia comunale Balducci. Gli spazi sono pensati e organizzati pedagogicamente: ogni elemento presente nelle aule favorisce l’interazione, l’autonomia, invita ad esplorare, stimola la curiosità e la comunicazione fra bambini e fra adulti e alunni.
L’ambiente interagisce, si modifica e prende forma in relazione ai progetti e alle esperienze di apprendimento dei bambini e degli adulti e in un costante dialogo tra architettura e pedagogia.

La cura degli arredi, degli oggetti, dei luoghi di attività da parte dei bambini e degli adulti è un atto educativo che genera benessere psicologico, senso di familiarità e appartenenza, gusto estetico e piacere dell’abitare, che sono anche premesse e condizioni primarie per la sicurezza degli ambienti. (Dal sito Progetto 0-6)

Di seguito alcune immagini che sicuramente stimoleranno la creatività delle tante colleghe che mi seguono (Se volete partecipare ad un corso di aggiornamento vi consiglio di visitare la pagina http://www.reggiochildren.it/).

Due tavoli luminosi dentro la scuola dell’infanzia Balducci. I tavoli luminosi si possono acquistare sul sito della ditta Isaff.com

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Tavolo per esplorare e conoscere il mondo
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Bambini all’opera presso l’atelier cittadino nel Centro Malaguzzi

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La piazza della scuola Balducci … un paradiso, meravigliosa!

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Easynido, un programma innovativo per ogni asilo nido

Prima di lavorare come coordinatrice didattica di una scuola primaria ho insegnato per molti anni in un asilo  nido. Quando ho iniziato il mio percorso nella primaria ho fatto adottare alla mia scuola il registro elettronico per gestire le presenze, i compiti e dare maggiore visibilità all’operato dei docenti.

Nel mio passato come educatrice e coordinatrice di un asilo nido privato, avevo cercato un programma simile al registro elettronico presente nelle scuole primarie, ma non avevo trovato nulla. Due anni fa mi sono recata a Birmingham in UK per partecipare ad una fiera sull’educazione. Qui erano presenti molti stand in cui mostravano dei programmi per gestire tutti gli aspetti didattici, organizzativi e amministrativi di un asilo nido.

Mi ero molto interessata ma, purtroppo, non si sposavano con la gestione amministrativa italiana e non era possibile inserire la nostra lingua. Mi sono chiesta più volte se, anche in Italia, sarebbe arrivato un programma per aiutare le educatrici e le donne imprenditrici che hanno aperto, gestiscono o lavorano in un nido.

Qualche giorno fa ho conosciuto Andrea Salini, amministratore di iRoma S.r.l. azienda che produce Easynido, un programma italiano nato per semplificare il lavoro delle educatrici di asilo nido. L’ho trovato veramente interessante ed ho pensato di condividere il progetto con le maestre che mi seguono perché penso che possa essere una risorsa importante e da conoscere.

Easynido permette di organizzare tutti gli aspetti burocratici (e in Italia sono tantissimi) e di gestire da qualsiasi dispositivo la fatturazione e gli incassi, garantendo di non perdere nessun dato (aspetto da non sottovalutare … a me era successo … ed era stato un vero dramma).

Ho iniziato a studiare con sempre maggiore attenzione Easynido ed ho potuto verificare che si tratta di un programma intuitivo, che consente alle educatrici di aggiornare facilmente e in qualsiasi momento il diario di bordo della sezione, permettendo ai genitori di vedere, in tempo reale e da una qualsiasi connessione, quello che stanno facendo i loro bimbi. Si possono inserire fotografie, video, descrizioni delle attività, inserire il menù e gli orari. Per me è bellissimo! La grafica è accattivante ed immediata ed è facile da utilizzare anche per i genitori.

Di seguito inserisco alcune immagini per farvi capire come funzione:

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Ho trovato anche dei tutorial di Easynido che mostrano come funziona:

 

Se lavorate in un nido o se lo gestite, vi consiglio di dare un’occhiate al loro sito. I primi 30 giorni sono gratuiti, potete provare a fare una prova;)

Fatemi sapere come vi trovate nei commenti.

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Easynido.it

 

 

 

 

banner MeM by MaestraStefania

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Il momento del pranzo al nido: un'esperienza per crescere insieme

Il momento del pasto rappresenta uno degli aspetti più significativi della vita del bambino che frequenta il nido per vari aspetti:

– nutrizionale;

– relazionale;

– affettivo;

– comunicativo;

– di conoscenza.

 

Quando abbiamo aperto il nostro nido abbiamo cercato di arredarlo pensando didatticamente allo spazio. In particolare ci è piaciuta molta la pedagogia che l’azienda Isaff ha scelto e studiato per la zona pranzo del nido.

Si legge nel loro sito:

Parlare del pranzo significa … far riferimento non alla risposta ad un bisogno fisiologico ma ad un contesto polisensoriale nel quale non entrano in gioco solo il gusto, ma anche l’olfatto, la vista, le sensazioni di caldo o freddo, la consistenza ed il volume dell’alimento. Un contesto fatto anche di luci, profumi, suoni e rumori, ove il cibarsi diviene in realtà un’importante momento di interazione con gli altri. Il pasto può essere occasione di autonomia, di autoregolazione, di conoscenza, di piacere ed amicizia. E’ quindi necessario realizzare un ambiente ove gli arredi, le luci, le vicinanze e le distanze siano capaci di sostenere scambi intenzionali, produrre autonomia in una situazione calda e partecipe, ove si esplicita il significato culturale ed il potenziale cognitivo ed emotivo del pranzo.

 

 

E così Isaff  ha creato delle divisorie “saliscendi” per rispondere alla necessità di isolare o dividere gli ambienti della scuola. Spesso, infatti, durante il pasto c’è confusione e risulta fondamentale dividere in sotto-aree più tranquille la sala pranzo. Queste divisorie hanno alcune caratteristiche preziose: sono temporanee, non impediscono del tutto il passaggio della luce, dividono senza appiattire l’ambiente e lasciano percepire la profondità di campo. Sono una risorsa utilissima per le educatrici!

Nel nostro nido non è presente la sezione lattanti ma se avessi dovuto pensare al delicato momento dello svezzamento avrei sposato la pedagogia e le scelte Isaff.

 

Lo svezzamento non è solo il passaggio da un cibo più liquido ad uno più solido e variegato, ma è anche il totale cambiamento delle posture, del rapporto col corpo dell’adulto e con il cibo stesso. L’alimento può infatti essere toccato, manipolato, portato alla bocca, con le mani o il cucchiaio, può essere gestito dal bambino da solo o con l’aiuto dell’adulto. La presenza degli altri bambini rappresenta un grande stimolo, una curiosità, un modello da osservare ed imitare. Il grande tavolo, attorno al quale possono sedersi i protagonisti del pranzo per consumare insieme un’importante rituale quotidiano, rappresenta una delle soluzioni più corrispondenti ai significati attribuiti al momento del pasto. Superfici lavabili, seggiole confortevoli ed ampio spazio riservato a ciascun bambino, pur proteggendolo dalla caduta, lo rendono particolarmente idoneo per i bambini più piccoli.

 

 

 

momento pranzo al nidoConsiglio una visita al sito Isaff, sono sicura che vi innamorerete dei loro mobili ma, sopratutto, delle scelte pedagogiche che permettono a questa azienda di trasformare lo spazio in uno “spazio che educa” e che “sostiene” il lavoro delle educatrici (non a caso i mobili Isaff sono presenti nei nidi di Reggio).

 

 

Sito Isaffwww.isaff.com

 

Come gestire un improvviso: “Babbo, non voglio andare all'asilo, voglio stare con te e la mamma.”

Guest post di Daniele (Babboonline)

Qualche settimana fa, per molti giorni, mia figlia aveva manifestato una certa insofferenza per andare all’asilo. Accadeva che già la sera, scoppiando in crisi di pianto, ci dicesse apertamente di non voler andare all’asilo la mattina successiva. Questo comportamento ci aveva colti di sorpresa considerando che aveva sempre dimostrato un certo entusiasmo. Inoltre, motivava questa sua richiesta dicendo di voler stare a casa insieme a noi.

Cercando, non senza fatica, di mettere da parte i normali sensi di colpa dei genitori che lavorano, abbiamo provato a indagare i motivi di questo suo malessere. Abbiamo deciso di partire dalla constatazione di questo suo disagio, che per nostra figlia era reale, dandogli il giusto peso, senza minimizzare con frasi del tipo “Noi dobbiamo andare a lavoro, quindi tu devi andare all’asilo” o “All’asilo ci vanno tutti i bambini, non fare tante storie”.

Sono convinto che i problemi di un bambino piccolo non siano piccoli problemi. Per lui si tratta dei problemi della sua vita e, quindi, sono della massima importanza.

Non è facile farsi raccontare la giornata da un bambino per capire quali possano essere i motivi di ansie e preoccupazioni. Di solito le domande hanno l’effetto di produrre silenzio anziché risposte. Così abbiamo cercato di cogliere al volo i momenti nei quali dimostrava particolare voglia di raccontarci quello che le succedeva nel corso della giornata e raccontarsi attraverso le emozioni vissute. Di solito avveniva la sera prima di andare a letto. Un momento particolare, che determina comunque un distacco imminente determinato dal sonno.

Visto che la problematica riguardava l’asilo, dopo alcuni giorni, abbiamo ritenuto opportuno parlarne con le maestre per condividere con loro quello che accadeva a casa. Famiglia e asilo rappresentano le due principali realtà per un bambino piccolo ed è fondamentale un confronto aperto tra le persone coinvolte. Dal quotidiano dell’asilo non emergevano particolari segnali che potessero essere interpretati alla luce di quanto succedeva con noi. Le maestre ci avevano, comunque, assicurato che avrebbero monitorato la situazione con particolare attenzione.

Da qualche chiacchierate serale era emerso solo qualche screzio in più tra amichetti che aveva generato un po’ di nervosismo. La questione, quindi, doveva essere gestita, e risolta, principalmente da noi a casa.

Il principale nostro obiettivo è stato quello di cercare di rassicurarla sul nostro essere con lei. Alcune volte basta poco. Può essere sufficiente prendere un pomeriggio libero dal lavoro, da passare insieme. Oppure farle una sorpresa facendole trovare all’uscita dall’asilo sia il suo babbo che la sua mamma, e non solo uno dei due, per andare a prendere un gelato.

Ma poi la sera, quando ormai fuori è buio e si sta per andare a dormire, di fronte alle lacrime di una bambina bisogna fare ricorso a tutta la fantasia e a tutta la poesia che merita il suo amore per cercare di spiegarle che il suo babbo e la sua mamma le sono sempre vicini, anche quando lei è all’asilo e può accadere che arrivi un po’ di malinconia perché li vorrebbe con lei.

Visto che ultimamente capita che quando siamo distanti e non possiamo parlarci direttamente, ad esempio durante una festa o al corso di ginnastica, per dirci che va tutto bene ci facciamo un sorriso e ci mandiamo un bacio con la mano, io ci ho provato così:

Pensa a quando ti mando un bacio con la mano.

Non lo senti sulla guancia, ma c’è. E’ andato nel tuo cuore.

Quando non saremo insieme, io sarò come quel bacio dato da lontano.

Con te, dentro al tuo cuore.

non voglio andare all'asilo

 

 

sketchyIl guest post è stato scritto da Daniele che ho conosciuto ed apprezzato per gli articoli che pubblica sul suo blog.

 

Di seguito la sua presentazione:

Toscano, babbo di una bambina di quattro anni, con il mio blog www.babbonline.blogspot.it racconto la mia esperienza di padre fatta di quotidianità, pensieri, riflessioni, umorismo, progetti e sogni.

L’idea del blog è nata dopo aver scritto una mail a un amico lontano, già padre di due bambini, sui primi mesi di vita di mia figlia. Ho pensato di condividere questa meravigliosa nuova fase della mia vita con gli altri papà con la speranza di riuscire a coinvolgerli per aggiungere il loro contributo a quello delle mamme già presenti in Rete.

Giocando con mia figlia mi sono riaffacciato a un mondo di fantasia un po’ dimenticato. Così ho ripreso a disegnare e, da alcuni mesi, mi diverto a creare le immagine a corredo dei miei post.

Ho scritto la favola “Capelliblu” e il racconto “La cravatta del mio papà” al momento disponibili per la lettura nel mio blog ma sempre in cerca di qualche editore con una vena di pazzia.

 

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Vi consiglio un giretto sul blog 😉

 

Le story sacks (le sacche-storia):lettura animata per bambini da 0 a 5 anni

Attività da fare con bambini da 0 a 5 anni (e oltre)

 

Le story sacks (le sacche-storia): un po’ gioco, un po’ storia, un po’ libro

 

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Le story sacks, molto usate nei paesi anglosassoni, sono pressoché sconosciute in Italia. Si tratta di vere e proprie sacche (come quelle che si usano per metterci il cambio dei bambini dell’asilo, per intenderci) all’interno delle quali si possono trovare diversi materiali, (ai bambini, soprattutto ai più piccoli, piace molto “scoprire” cosa c’è all’interno di qualcosa, è un po’ come aprire un uovo di Pasqua, per cui il successo è assicurato…).

Facciamo un esempio che è sempre meglio comprensibile: ipotizziamo la story sacks dei 3 Porcellini, ci potreste mettere (o trovare se l’acquistate) dei burattini da dita o da mano o veri e propri peluche dei 3 porcellini e del lupo, un fondale in cartoncino con le immagini della prateria in cui vivono i 3 porcellini , i disegni o le miniature delle 3 casette, un pentolone in miniatura, un pezzo di paglia, di legno e un sasso, il libro dei 3 porcellini e il dvd con il cartone originale del ’33, un libricino con varie istruzioni e nuovi giochi da fare (per i genitori).

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Potete capire che con tutti questi materiali è facile rendere “reale” la storia ai bambini; si possono inventare anche nuovi finali, mimare la storia, far fare al bambino una volta la parte dei porcellini e l’altra quella del lupo, capire, magari cercando di romperli, la differenza fra la durezza della paglia, del legno e della pietra….

Le story sack (come ogni storia che si rispetti), devono essere lette in un luogo speciale: nell’angolo delle lettura.

Basta un grande tappeto colorato, cuscini morbidi e tanti libri (potete trovare tante idee e proposte sul sito: Isaff.com.

 

Potete acquistare le story sacks direttamente da siti quali:

– www.storysack.com (il prezzo per ogni sacca è però piuttosto elevato)

– un po’ più economiche su questo sito di risorse didattiche www.costcuttersuk.com

– oppure le trovate su e-bay, ma per la maggior parte si tratta di story sacks in materiale cartaceo ( più economiche).

Certamente con un po’ di fantasia potete fabbricarne voi stessi ( magari creando la story sacks della favola preferita dei vostri figli…).