Come scrivere un tema Come scrivere un tema

Come scrivere un tema (scuola primaria)

Come scrivere un tema in poche e semplici “mosse”?

Come sapete nell’ultimo anno ho iniziato a scrivere recensioni sugli ebook di Giorgio Luigi Borghi perché sono semplici, chiari e di grande aiuto per lo studio.

Oggi voglio parlarvi dell’e-book UNA MANO CON I TEMI (fa parte del pacchetto UNA MANO D’ITALIANO).

Devo dire che l’ho trovato davvero interessante e sono convinta possa essere di grande aiuto agli alunni di classe quarta (ma non solo) che devono iniziare a comporre i primi temi.

L’obiettivo di questo testo è quello di fornire uno strumento preciso e funzionale allo svolgimento di qualsiasi tema (si parla anche dei pensierini di seconda…).

Il percorso didattico presentato potrà poi essere utilizzato anche nella scuola secondaria di primo grado.

Come affronta l’argomento Giorgio Luigi Borghi?

Parte da un assunto e cioè che scrivere un tema, sostanzialmente, è l’unione inseparabile ( e ripeto inseparabile) di due fattori:

1)CREATIVITÀ
2)ORDINE
Insisto sull’inseparabilità dei due fattori per il semplice motivo che se si ha una sfrenata creatività, mancando però di ordine, si otterranno temi senza alcun senso, privi di collegamenti, logica e continuità.
Viceversa, avendo ordine senza creatività, si avranno temi scialbi e in definitiva, tutti uguali.
 
Sì, ma il punto è: come si fa?
Giorgio Luigi Borghi risolve il problema mettendo in pratica un popolare detto americano che recita: “Come si mangia un elefante? Un boccone alla volta”;-).

Che c’entra, direte voi?

Beh c’entra perché l’elefante in questione, nel nostro caso, è proprio il tema.

E il boccone alla volta, sono le fasi in cui si può suddividere il suo svolgimento (otto per la precisione).

Ritengo che l’idea della suddivisione in fasi, sia un passaggio fondamentale per la semplificazione del tutto, perché permette al bimbo di affrontare un po’ alla volta quello che per lui, tutto insieme, può risultare un problema insormontabile (alzi la mano chi non ha sentito la frase “Uffa mamma… non so cosa scrivere!”)

Dentro a UNA MANO CON I TEMI troverete tutti i dettagli che svelano passo dopo passo, come elaborare queste fasi, compresi degli esempi che rendono facile la comprensione dei vari passaggi. 

Vivamente consigliato a tutte le maestre e le mamme che vogliono risolvere un momento fondamentale nella crescita dei propri cuccioli.

 
 
Se volete saperne di più sul metodo SEF di Giorgio Luigi Borghi, vi consiglio di cliccare qui e scaricare la sua guida SCUOLA ELEMENTARE FACILE.

Perché è importante utilizzare le mappe mentali a scuola?

Cosa sono le mappe mentali? Perché utilizzarle a scuola?

Intervista a Giorgio Luigi Borghi, esperto di apprendimento creativo.

Giorgio Luigi Borghi ha iniziato ad occuparsi di tecniche di memoria e apprendimento veloce, venticinque anni fa. Partendo da queste, ha ideato un metodo (metodo SEF -Scuola Elementare Facile) con cui è possibile sfruttare la creatività dei bimbi per indirizzarla verso lo studio.
  
In questa breve intervista parliamo di una delle tecniche di cui si avvale il metodo SEF.
  
 
“Buongiorno Giorgio, nel tuo metodo, un’importanza fondamentale l’hanno le mappe mentali. Ci puoi spiegare il perché?”

Perché, senza fare tanti giri di parole, hanno una marcia in più rispetto a tutti gli altri strumenti di apprendimento.

 

 
“Per quale motivo?”
Analizziamo le due parole, mappa e mentale.
 
Cos’è una mappa? Una mappa è un disegno semplificato e in due dimensioni di uno spazio.
 
Per fare un esempio banale, la mappa dell’isola del tesoro.
 
Ora, se alla parola mappa aggiungiamo mentale, capiamo subito che qui lo spazio rappresentato non è un’isola, ma la mente.
 
Va detto che, parlare di mente, significa parlare di cervello e di pensieri.
 
Possiamo allora dire che la mappa mentale è il disegno di come il cervello umano formula pensieri.
 
Ma come formula pensieri un cervello?
“E’ importante saperlo?”
Penso che dalla risposta a questa domanda si possa capire meglio come funziona una mappa mentale.
 
Diciamo allora che un cervello formula pensieri in maniera radiale.
 
“Cosa significa?”
Per comprendere meglio questo concetto facciamo un paragone: la cellula cerebrale addetta al pensiero (neurone) somiglia a una piovra, per via di un corpo centrale dal quale partono una serie di tentacoli.
 
Chiudete gli occhi e visualizzate nella vostra mente questa piovra. La vedete?
 
Bene. Dovete sapere allora che il cervello ha miliardi di queste piovre (neuroni) collegate tra loro attraverso i loro tentacoli. Per imprimere meglio quest’altra immagine, pensate a tante piovre che fanno conoscenza.
 
Che succede? Ovviamente, dato che sono educate, si stringono le loro innumerevoli mani!
 
“Piacere, piacere, piacere, piacere, piacere, piacere, piacere…”
 
Fermiamoci un attimo, richiudiamo gli occhi e immaginiamoci questa scena (non proseguite finché non l’avete fatto…;-).
 
La scena è buffa, ma proprio per questo, rende bene l’idea.
 
Ora, tutte queste piovre collegate tra loro, formano una rete tridimensionale attraverso la quale il pensiero si propaga in tutte le direzioni e cioè in maniera radiale.
 
Cosa fa dunque una mappa mentaleRiproduce su disegno questa struttura radiale.
 
E’ per questo motivo allora che è così efficace nell’apprendimento.
 
Perché in sostanza, parla la stessa lingua del cervello.
 
“Grazie Giorgio per l’intervista e per le informazioni offerte, saranno sicuramente di grande aiuto per noi insegnanti e per tutti i genitori interessati alle tematiche legate all’apprendimento dei propri figli.” 
Se volete sapere di più su Giorgio Luigi Borghi e il suo metodo SEF, potete scaricare la guida SCUOLA ELEMENTARE FACILE da qui.
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