foto-poesia-per-accogliere-i-bambini-a-settembre foto-poesia-per-accogliere-i-bambini-a-settembre

Anief: asilo nido e scuola materna, iscrizioni in calo: le famiglie più bisognose rimangono fuori. Sì all’anticipo scolastico

La proposta: asilo nido e scuola materna devono diventare un diritto

Chi ha diritto al servizio di asilo nido e di scuola dell’infanzia? Come si organizzano le famiglie con uno o più bambini nella fascia di età tra zero e sei anni ?

Comunicato Anief  – associazione sindacale professionale –

I dati relativi alla dispersione scolastica non sono incoraggianti: l’Italia,
non solo si attesta poco al di sotto del 15% di dispersione, contro il 10% chiesto da Bruxelles, ma perde addirittura alunni nella scuola dell’infanzia.

Nell’anno scolastico 2007/08 la fascia di età compresa tra i 4 e i 5 anni era pari al 95,6% di frequenza mentre nel 2016/17 è diminuita al 91,1%.

Sicuramente la famiglia è la sede più importante per l’educazione dei bambini ma la scuola dell’infanzia risulta essere un aiuto prezioso per sviluppare in modo globale ed equilibrato la personalità dei bambini rappresentando un momento di formazione fondamentale. E lo è ancora di più per quelli nati in famiglie in difficoltà, per ridurre il bagaglio di disuguaglianze che spesso si portano dietro. Uno svantaggio che non è solo teorico, ma è testimoniato dalle analisi sui risultati nei test Invalsi. Per questo motivo, alcuni paesi europei hanno proposto l’istruzione pre-primaria obbligatoria, anticipando l’obbligo scolastico prima dei 6 anni.

Fonte immagine piolatorre.it

Le graduatorie comunali degli asili nido evidenziano una penalizzazione per le famiglie con un genitore che lavora part-time e, soprattutto, per i nucllei familiari con problemi di disoccupazione, rendendo in quest’ultimo caso più difficile l’integrazione.

Il problema è simile per la scuola materna, soprattutto nei grandi centri: a Milano, ad esempio, rimane fuori dal nido un bambino su quattro, perché “per i circa 31.500 bambini nella fascia di età 3-6 anni, invece, il Comune di Milano informa che sono circa 23.500 posti messi a disposizione: con una copertura quindi del 75% dell’utenza potenziale”. In conclusione, “bisogna investire il più possibile per mettere a disposizione tanti posti in asili nido e scuole materne quanti ne servono per accogliere chiunque ne faccia richiesta, a prescindere dallo status occupazionale”. Ecco perché, occorre “fare pressione perché vi siano più risorse economiche – e dunque più posti tout court – per i servizi all’infanzia. In tutta Italia”.

Anief raccoglie la richiesta e si fa portavoce della mancata scolarizzazione di tanti bambini fino a 6 anni che anche su questo fronte ci sta allontanando dall’Europa. “Un primo passo verso l’allargamento dell’utenza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato – sarebbe quello di replicare in Italia quanto approvato l’anno scorso in Francia, dove l’obbligo formativo è stato anticipato a tre anni”. In Italia, invece, tutti i tentativi fatti in questa direzione sono andati a vuoto.
I benefici dell’anticipo scolastico (e non dell’anticipo nell’insegnamento degli apprendimenti tipici di scuola primaria) sono stati riscontrati anche da diversi neuro-scienziati: la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizia all’assimilazione del linguaggio se si assimila nel bambino l’idea che la scuola è il suo habitat naturale di crescita; è proprio in questa fase che si fabbricano i futuri abbandoni scolastici prematuri. Anief, da diversi anni, si è fatta paladina della proposta, presentando formali emendamenti in Parlamento già nel 2014, ribaditi lo scorso anno a Palazzo Madama e a Montecitorio, attraverso cui ha chiesto la revisione della scuola fino a 6 anni.

Fonte Anief

E voi cosa ne pensate? Scuola dell’infanzia istruzione obbligatoria? Sì o no?

"Anticipo scolastico", "Asilo nido", "Iscrizioni", "Scuola dell'infanzia"

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.