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Quest’anno mia figlia ha iniziato la scuola elementare e tra qualche giorno avremo la sua prima pagella.
E’ stato molto interessante il colloquio di fine quadrimestre con le maestre ed i maestri grazie al quale abbiamo avuto i primi riscontri diretti sul suo comportamento in classe, sul suo rapporto con i compagni e su come sta rispondendo alle diverse attività previste dalle diverse materie.

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Scrivere profili e giudizi

Indicatori per la scuola primaria e frasario per la stesura rapida ed efficace delle pagelle

Scrivere profili e giudizi. Indicatori per la scuola primaria e frasario per la stesura rapida ed efficace delle pagelle. Con CD-ROM

Mese di gennaio …. valutazioni, pagelle da preparare e consegnare. Esprimere un “giudizio” è sempre molto difficile e delicato perché bisogna considerare ogni alunno nella sua globalità e particolarità. Il docente non deve fare riferimento solo alle competenze acquisite nelle diverse aree di apprendimento e nelle singole discipline, ma deve considerare il punto di arrivo (momentaneo) dello sviluppo dell’alunno e tenere conto dei vari aspetti della persona: situazione di partenza e prerequisiti, capacità di apprendimento, modalità di lavoro e di studio, interesse, impegno, partecipazione alle attività, autonomia personale, disponibilità a relazionarsi con gli altri nel rispetto delle norme comunitarie…

In soccorso a questo importante e delicato compito, la casa editrice Erickson ha pubblicato un testo per scrivere profili e giudizi per il primo e il secondo quadrimestre.

Noi lo abbiamo acquistato da qualche anno e lo utilizziamo sempre come guida nel momento della stesura delle pagelle.

Il principale punto di forza di questo testo è dato da un preciso ed articolato elenco  di abilità, conoscenze e competenze che il bambino deve conseguire in ogni snodo del suo processo di istruzione e apprendimento.

Non solo, il volume si articola e divide per classi, per ognuna delle quali viene distinta la valutazione quadrimestrale intermedia da quella finale. Una volta individuati questi due parametri in relazione alle valutazioni da effettuare, è possibile identificare gli indicatori che si intende considerare all’interno del giudizio, opportunamente selezionati in relazione alla normativa ministeriale vigente. Gli indicatori sono stati declinati in descrittori che coprono una vasta gamma di situazioni. Vi assicuro che in questo modo potrete stilare il giudizio conclusivo in modo estremamente rapido ed efficace.
Il testo è corredato da schede esemplificative, contenenti indicatori e descrittori, declinati per livelli di padronanza. Inoltre contiene griglie per la registrazione delle prestazioni ed esemplificazioni relative ai giudizi.

Per noi è stato un utile strumento di lavoro.Scrivere profili e giudizi. Indicatori per la scuola primaria e frasario per la stesura rapida ed efficace delle pagelle. Con CD-ROM

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Buon lavoro! 😉

foto_ADHD e compiti a casa

 

Niente compiti per lunedì: lo dice una circolare del 1969, ma è ancora attuale?

Continua il dibattito sui compiti per casa. Il sito di Skuola.net riesuma una circolare del 14 maggio 1969, secondo la quale i compiti assegnati dai professori agli alunni per il week end non dovrebbero esistere. Tuttavia dal Ministero precisano che si tratta di una norma superata.

 

Durante una chiacchierata con amiche, “casualmente” l’argomento è scivolato sul tema compiti. Sanno che insegno e alla fine divento, mio malgrado, la loro consulente. “Voi cosa fate? Date compiti per il Lunedì?”.

Poiché non amo autocelebrarmi ho spostato la discussione ad un ambito puramente normativo. Penso possa interessare anche ad altri colleghi o genitori leggere la circolare di riferimento poiché, in questi mesi, è un argomento molto discusso: dalle chat di classe su whatsapp ai consigli d’istituto.

Consigli per tutelare e tutelarsi … sicurezza a scuola

La Circolare Ministeriale n. 177 datata 14 maggio 1969 recita così: “ […] questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno. Si potrà del pari far luogo ad interrogazioni quando ciò sia richiesto dallo stesso interesse degli alunni, in vista di scrutini o di esami imminenti, ad esempio per poter riparare in caso di precedenti valutazioni sfavorevoli”.

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Quello che colpisce sono le motivazioni che stanno dietro la circolare. Due, in sostanza:

1 – il week end può servire per nutrire altri aspetti della personalità dei ragazzi attraverso attività diverse, artistiche e culturali.

2 – il week end è l’unico momento della settimana in cui una famiglia può tornare a essere “famiglia” nel reale senso della parola. Col maggior tempo a disposizione, si riappropria di equilibri che rafforzano i rapporti.

Nel 1969, infatti, lo Stato prendeva atto di un cambiamento globale della società e si interrogava sul tempo libero dei giovani.

Un tempo che – come spiega bene la circolare – doveva essere utilizzato per la famiglia e per la crescita fisica e spirituale dei ragazzi attraverso attività sportive, ricreative ed artistiche.

Tuttavia dal Ministero precisano che si tratta di una indicazione “superata nei fatti dalla legge sull’autonomia scolastica del ’99” e dal Testo Unico del 1994“.

Leggi la Circolare Ministeriale n. 177 datata 14 maggio 1969: Circolare Ministeriale 14 maggio 1969, clicca QUI

Scuola primaria: PROVE INVALSI CARTACEE O PC?

L’autorevole sito Tecnica della scuola riporta:

Compiti a casa: valgono ancora le vecchie circolari?

Martedì, 21 Gennaio 2014

La risposta è certa: assolutamente no. Con l’entrata in vigore dell’autonomia, le circolari ministeriali (soprattutto se emanate prima del 1999) non hanno alcun valore prescrittivo. Lo dice anche il Ministero.

Sulla questione dei compiti a casa si sta sviluppando sui social network un interessante e acceso dibattito.
Ovviamente i pareri non sono uniformi, anzi spesso divergono.
Uno degli aspetti che più di altri sembra interessare i docenti è quello dei compiti a casa per il fine settimana.
E’ giusto assegnarli o è meglio permettere agli alunni di dedicare il fine settimana ad esperienze significative sia sotto l’aspetto culturale sia sotto il profilo sociale?
A sostegno della tesi che nel fine settimana non si possono assegnare compiti e che nella giornata del lunedì non si possono neppure interrogare gli alunni molti fanno riferimento ad una circolare ministeriale del 1969 (precisamente la n. 177 del 14 maggio di quell’anno) che così recita:
“Questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno”.
I sostenitori di questa tesi aggiungono anche che tale circolare non è mai stata modificata o abrogata.
In proposito bisogna però fare un po’ di chiarezza.
Intanto va detto che le circolari si trovano all’ultimo scalino delle fonti normative, dopo decreti, regolamenti e leggi (sopra a tutto quanto stanno ovviamente le norme costituzionali).
Va poi aggiunto che dopo il 1969 non poche leggi sono intervenute a normare il funzionamento delle scuole: si va dai “decreti delegati” del 1974 fino agli ordinamenti del 2009.
Soprattutto va tenuto conto che il DPR 275/99 (e cioè il regolamento dell’autonomia) riconosce alle istituzioni scolastiche piena autonomia in materia organizzativa, didattica e di ricerca.
Tanto è vero che, ormai, di circolari ministeriali che “prescrivono” e “dispongono” non ve ne sono più (le stesse circolari su iscrizioni, esami, scrutini, ecc.. – a ben vedere – danno istruzioni più che altro sulle procedure e sulla scadenze) …..

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…… Senza dimenticare, infine, che l’articolo 117 della Costituzione richiama espressamente l’autonomia delle istituzioni scolastiche.
Detto tutto ciò è ovvio che non sarebbe male se le scuole affrontassero il problema cercando di adottare soluzioni condivise e trasparenti dichiarando in modo esplicito nel proprio POF e nel regolamento di istituto quali sono i criteri a cui i docenti decidono di attenersi.
Ma, parlare di una circolare ministeriale del 1969 come fonte certa per dirimere una questione che è innanzitutto culturale e pedagogica ci sembra davvero fuori luogo.

Questa la risposta di Reginaldo Palermo sulla rivista “Tecnica della Scuola” ma siamo sicuri che un consiglio d’istituto possa abrogare una circolare?

Ricordiamo cheRicordiamo che da poche settimane la norma che prevede l’uscita dei ragazzi da soli da scuola a 14 anni, dopo decenni di mancata applicazione, è stata riesumata  da un giudice e ha messo in discussione l’intero stato.

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