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Ma le tabelline devono essere studiate a memoria?

TABELLINE A MEMORIA: SÌ O NO? IL DIBATTITO CONTINUA

In Gran Bretagna il Governo ha imposto agli alunni di 9 anni di imparare a memoria le tabelline fino a quella del 12. Si tratta di una misura davvero utile? Maestraemamma intervista Giorgio Luigi Borghi esperto di tecniche di memoria e apprendimento veloce.

 
 
– Ciao Giorgio. In questo periodo si fa un gran parlare di tabelline anche per la notizia che in Inghilterra il ministro dell’istruzione ha dichiarato che i bambini dovranno conoscerle fino a quella del 12. 
Con tanto di prova a tempo. Che cosa ne pensi?
 
– Penso che tabelline vadano imparate alla perfezione, però nel giusto modo.
 
– E quale sarebbe il giusto modo di imparare le tabelline?
 

– Bella domanda 😉 Cominciamo con il dire che le tabelline non sono matematica.

 
– Iniziamo bene…
 
– Calma! Cerco di argomentare;-).
 
Matematica vuol dire ragionamentodimostrazionelogica
 
Giusto?
 
– Giusto.
 
Imparare le tabelline significa invece memorizzare delle sequenze di numeri.
 
Né più né meno.
 
Ora, da quando in qua, memorizzare è sinonimo di matematica?
 
– Il ragionamento non fa una grinza…
 
– Ecco allora dove sta il problema.
 
Memorizzare non è matematica.
 
Anche e soprattutto perché, a scuola, queste memorizzazioni vengono trattate in maniera così noiosa, che la maggior parte dei bimbi si fa un’idea errata della materia.
 
Mettiamoci nei panni di un alunno di Seconda elementare e facciamo insieme a lui questa libera associazione:
 
se matematica = tabelline 
se tabelline = noia 
ne consegue che: 
matematica = noia.
 
E qui purtroppo la frittata è fatta e servita.
 
– Cosa suggerisci per risolvere?
 
– Con le tabelline bisogna ragionare in termini di memoria e non in quelli di matematica, utilizzando un metodo che incentivi l’autostima del bambino.
 
– Stai parlando di TABELLINE FACILI, vero?
 
– Sì. Si tratta d’un metodo basato su tecniche di memoria visiva e come detto precedentemente, di sviluppo dell’autostima.
 
Solo così si raggiungono due obiettivi: velocità di apprendimento e voglia da parte del bimbo di saperne di più.
 
 
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