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Ferie docenti: cosa ne pensano i colleghi inglesi?

#deliriosemiseriodiunadocenteinferie

Vacanze di Natale o estive … il tormentone è sempre lo stesso: i docenti italiani fanno troppe ferie e la nostra scuola non è allineata agli altri paesi.

Ma cosa ne pensano i docenti d’oltralpe che vengono a lavorare in Italia nelle scuole internazionali o bilingue?

Beh … pensano che le vacanze degli insegnanti italiani siano imbarazzanti!

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Vi posso assicurare che non mento perché lavoro in una scuola bilingue e ho tanti colleghi inglesi.

A volte non accettano di lavorare in Italia perché:

il piano ferie è inadeguato.

Comeeeee? Ma non siamo quelli che fanno più ferie di tutti?

No, siamo quelli che fanno le peggiori ferie e durante il periodo estivo non andiamo in ferie ma in convalescenza!

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L’idea di lavorare senza pause da settembre a dicembre è, per i colleghi inglesi, inconcepibile: troppo pesante per i docenti e gli alunni che devono, in pochi mesi, concentrare mille attività ed impegni.

Non capiscono il senso di dover correre come matti per nove mesi l’anno come

polli senza testa

invece di poter distribuire meglio i periodi di riposo e riflessione.

Ma l’aspetto del nostro piano ferie che li sconvolge di più è la reticenza dei colleghi italiani a richiedere un permesso.

E sì, perchè in Italia i docenti sentono spesso il peso del privilegio delle ferie estive e, così, si sentono in difetto ogni volta che devono richiedere un permesso. Durante le vacanze la maggior parte degli insegnanti italiani concentrano tutte le visite mediche e dentistiche … i colleghi inglesi non si fanno gli stessi problemi, le ferie sono ferie, il lavoro è lavoro e i permessi per le visite mediche, matrimoni, funerali o semplicemente per avere un giorno libero ecc.. sono semplicemente permessi.

La motivazione è la seguente:

sono un professionista, lavoro con impegno e voglio essere libero di avere del tempo libero per potermi gestire.

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Prossimamente vi racconterò cosa pensano i colleghi inglesi del rapporto dei genitori italiani con la scuola, le malattie e il cibo ma, soprattutto, come reagiscono quando scoprono che la correzione dei compiti e la preparazione delle lezioni non avviene in orario scolastico.

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Una collega inglese mi ha consigliato la visione di questo video molto interessante.

Una maestra di scuola primaria spiega e mostra un gioco-esercizio per aiutare i bambini a concentrarsi prima di un test.

Inizialmente la docente propone un esercizio molto semplice per permettere ai bambini di sentirsi a loro agio: in questo modo non hanno paura di sbagliare.

Poi, piano piano, l’esercizio diventa sempre più difficile e gli alunni devono concentrarsi molto.

A voi la visione:

 

L’esercizio può essere riprodotto con gli alunni di classe I e II.

A scuola, con l’aiuto della docente di musica, ho fatto fare un gioco-esercizio simile a questo con i bambini di classe I. Si sono molto divertiti, erano concentrati sulla consegna, sui loro movimenti e su quelli dei compagni. Stranamente sono riusciti a svolgere le attività in silenzio.

Anche noi abbiamo messo i bambini in cerchio e gli abbiamo detto che dovevano passarsi un “suono magico”:prima dovevano prenderlo a rotazione (il giro periodicamente veniva modificato) e poi lanciarlo. I bambini che solitamente in classe hanno difficoltà a concentrarsi e che spesso gironzolano e si distraggono, inizialmente hanno fatto molta fatica ma poi, piano piano, hanno indirizzato la loro concentrazione sul “magico suono” contenuto nelle mani dell’insegnante.

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Nelle ultime settimane sono presenti, sui siti scolastici, numerosi articoli che parlano dell’organizzazione delle aule professori in Finlandia. Personalmente non ho mai avuto il piacere di osservare una scuola in questo meraviglioso paese ma ho conosciuto e visitato diverse strutture scolastiche in Inghilterra.

aula insegnanti finlandia

 

Come in Uk, anche in Finlandia, lo spazio per gli insegnati è particolarmente confortevole: ci sono tavoli, computer, un angolo con divani e una cucina dove poter preparare il pranzo.

In Uk ho visto un frigorifero pieno di cioccolatini e con una bottiglia di vino: si chiacchiera, ci si confronta e, a volte, si ride e si festeggia insieme.

insegnanti aula finlandia

 

I docenti stranieri del nord Europa mi riferiscono che spesso per loro è un vero shock vedere le aule per i docenti nelle scuole italiane. Lo spazio privato per i docenti è considerato fondamentale per il benessere degli stessi. Se gli insegnanti hanno dei tempi e dei luoghi per rilassarsi e confrontarsi serenamente poi lavorano meglio con gli alunni e riescono a creare un clima di team più solido e costruttivo.

Altre immagini delle aule per professori in Finlandia.

 

insegnanti aula finlandia

 

 

sala-professori-Finlandia

 

Cosa ne dite?

 

 

Recentemente ho letto il reportage realizzato da Federica Seneghini sul Corriere della Sera in cui la giornalista racconta come si svolgono le ore di educazione domestica nella scuola di Muurame, nel cuore della Finlandia.

15 ragazzini tredicenni posano i libri sui banchi e indossano i loro grembiuli colorati. Ognuno ha un compito ben preciso. Veera scarica la lavastoviglie. Aada e Joona apparecchiano, posizionando con attenzione piatti, posate e bicchieri sui banchi. Wenla e Juuli, invece, aspettano che il ferro si scaldi prima di stirare tovaglie e tovaglioli. L’aula dove s’insegna kotitalous, economia domestica, assomiglia a un grande monolocale: c’è una lavatrice, una asciugatrice, un frigo, un congelatore, una macchina per il caffè, lavandini, piastre elettriche e un forno, nel quale Petrus ha appena infilato una teglia di ciambelle.

 

Finlandia economia domestica  scuola

Un occhio attento può notare come i ragazzini svolgano le attività senza scarpe per assicurare maggiore igiene. Mi piace molto l’idea di vedere giovani adulti liberi, scalzi, con bel grembiule da cucina tutto colorato. Ragazzi indaffarati, senza stereotipi e senza distinzione di sesso.

finlandia economia domestica a scuola

 

Da pochi giorni sono tornata dall’Inghilterra dove abbiamo portato gli alunni della nostra primaria (siamo una scuola bilingue) in un college per una vacanza studio. Maschi e femmine dovevano essere capaci di sistemare i loro indumenti e tenere le stanze in ordine.I più grandi aiutavano quelli più piccoli. E’ stato un momento di crescita molto importante per i nostri alunni. Essere indipendenti ci rende liberi e ci fa sentire più forti.

Spesso gli adolescenti hanno molte competenze informatiche e linguistiche ma non sono capaci di cucinare, sistemare la casa o eseguire quei semplici e banali lavori essenziali per affrontare la quotidianità.

Circa un mesetto fa avevo organizzato un laboratorio di cucina con un pizzaiolo (Pabo’s Pizza) con i bimbi della primaria e alcuni della scuola secondaria di primo grado. Alcuni ragazzini non avevano mai toccato la farina in vita loro.

Invito le famiglie italiane a farsi aiutare in ambito casalingo: a caricare la lavatrice, a stirare e a cucinare.

Per leggere il reportage di Federica Seneghini apparso sul Corriere cliccare: “Nelle scuole finlandesi dove l’economia domestica è roba anche da maschi“. Sono sicura che lo troverete molto interessante. Buona lettura.

 

 

Quando parliamo di educazione bilingue ci riferiamo al bilinguismo a livello scolastico, intendendo in questo modo che le normali materie scolastiche saranno insegnate in più di una lingua. Tuttavia non dobbiamo dimenticare quanto il fattore culturale sia una variabile importante nella scelta di promuovere o meno un’educazione che sia di stampo bilingue. Come affermava Grosjean (1982)

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L’EDUCAZIONE BILINGUE NELLA SCUOLA PRIMARIA

di Stefania Feriti docente presso Little England Bilingual Primary School

L’EDUCAZIONE BILINGUE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L’interesse per l’educazione bilingue è accresciuto in maniera significativa negli ultimi dieci anni: lo si può vedere tanto dal numero di pubblicazioni scientifiche sull’argomento quanto dal fatto che sempre più asili e scuole offrano programmi bilingue.  A livello generale, il termine “educazione bilingue” indica che, nel quadro educativo, l’insegnamento e l’apprendimento di alcune materie scolastiche, quali storia, geografia, scienze, educazione fisica, arte etc. o la vita scolastica quotidiana avvengono in due lingue. Tuttavia si discute ancora molto su quali siano le modalità e la percentuale delle ore di insegnamento in lingua straniera necessarie per considerare un’educazione come bilingue.

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