Tag: “Educazione”

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di Stefania Feriti docente di scuola primaria presso la scuola primaria bilingue Little England di Brescia

La presenza dell’educazione bilingue nella dimensione europea è ormai evidente se si considerano gli sforzi fatti sia a livello dell’Unione Europea, sia da parte di esperti e di insegnanti sul campo, nella promozione di modalità di insegnamento ed ambienti di apprendimento sempre più legati al bilinguismo.

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Guest post di Daniele (Babboonline)

Dal 22 gennaio sono aperte le iscrizioni on-line per l’iscrizione dei propri figli. Per molti, che come me devono iscrivere i propri figli alle scuole elementari, si arriva a quella data con un certo affanno, per non dire ansia. Benché siano le scuole primarie, qualcuno dice “sono solo le scuole elementari” per ridimensionare la questione, rappresentano l’inizio effettivo del percorso scolastico, al di là di nido e scuola dell’infanzia, e durano cinque anni, non poco.
Quando ero piccolo io, i bambini andavano alla scuola elementare assegnata per stradario, senza particolari valutazioni o riflessioni da parte dei genitori. Oggi, al contrario, si prendono in considerazione così tante variabili che le domande da farsi, e da fare, sembrano non finire mai.

Anticipo scolastico

Come raggiungere la scuola e chi deve farlo

Come gestire gli spostamenti casa-scuola e viceversa? Per la scuola di stradario c’è il pulmino vicino a casa ma se si scelgono altre scuole c’è da capire come raggiungerle e, soprattutto, chi deve accompagnare il bambino. E’ una scuola vicino al luogo di lavoro della mamma o del papà o è lontano da entrambi? L’orario di apertura della scuola è compatibile con quello di ingresso a lavoro, considerando distanze e traffico? Se è vicino al lavoro di uno dei genitori, siamo sicuri che non sono previsti a breve trasferimenti di sede?       

La scuola

E’ una “buona” scuola? Nel senso di didattica e di attività extra? La domanda è così complessa che bisogna attingere a più fonti. La prima cosa da fare è partecipare agli “open day” delle scuole. I presidi, ovviamente, cercheranno di far emergere le qualità della propria scuola quindi, di solito, si esce da questi incontri poco soddisfatti. Per questo c’è il piano B, chiedere ai genitori dei bambini che frequentano o hanno frequentato la scuola. Le domande più gettonate: “Fanno inglese?”, “Quali attività fanno il pomeriggio?”, “Sono preparati quando andranno alle medie?”, “Ci sono tanti alunni stranieri?”, “Tuo figlio come si è trovato?” Le opinioni, ovviamente, saranno le più variegate perché dipenderanno dalle singole esperienze. Ci sono i disfattisti, i rassegnati, gli ottimisti. Si avranno, comunque, le idee più chiare perché emergeranno i tratti principali della scuola. Come è naturale che sia, si cercherà di dare maggiore credito alle opinioni che confermano l’idea che già abbiamo.   

Le insegnanti

La scuola è importante ma, si sa, che l’elemento veramente importante sono le insegnanti. Ed è qui che inizia una vera e propria caccia alle streghe. Si arriva ad indagare su quali siano le attuali maestre delle classi quinte, in quanto saranno molto probabilmente proprio loro a diventare le insegnanti delle prime. Ci si informa di quante siano le insegnanti di ruolo e quante le supplenti con la speranza che i bambini possano contare su una presenza costante nel corso degli anni. Poi ci sono le maternità delle maestre che scombinano tutti i piani di presenza in classe. Delle insegnanti non c’è certezza. Tutto è rimandato a settembre. Quando ormai la scelta della scuola è già stata effettuata.    

Gli altri amichetti

In quale scuola andranno gli altri amichetti? Sarà una classe completamente nuova o ci sarà la possibilità di avere qualche compagno dell’asilo? I genitori oscillano tra il “ma tanto si abituerà, anche se vanno nella stessa scuola non è detto che saranno nella stessa classe”, sentendosi liberi di scegliere qualsiasi istituto, al “sarebbe importante che qualche amichetto dell’asilo fosse nella sua classe”, avvertendo l’obbligo di cercare una soluzione comune agli altri compagni dell’asilo.      

Il territorio

Una scuola lontana vuol dire anche un’altra zona della città. Quali saranno le occasioni per frequentare i suoi compagni delle elementari al di fuori della scuola? Ad esempio per fare i compiti, per fare sport, per i compleanni? E’ giusto toglierlo dalla realtà del territorio, ancorché piccola, che ha vissuto fino a questo momento? Anche in questo caso i genitori, di solito, cercano di autoconvincersi trovando gli aspetti positivi della propria scelta. Perché ogni scelta ha vantaggi e svantaggi.    

Le domande sono tante e nelle risposte ci sono pochi punti fermi. Ogni scelta ha vantaggi e svantaggi. Non c’è una soluzione ottima in assoluto.
La iscrizioni on-line chiudono il 22 febbraio, i genitori hanno ancora qualche giorno per pensarci.

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