Storia della Festa della mamma

Storia della Festa della mamma

La storia della festa della mamma affonda le sue origini già ai tempi degli antichi greci, che festeggiavano le divinità femminili come simbolo della fertilità della terra; gli Elleni, ad esempio, festeggiavano Rea, la madre di tutti gli dei. I romani, invece, dedicavano una settimana intera a Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.
Questa celebrazione, che oggi trova spazio nei calendari di molti paesi, ha avuto una sua evoluzione che qui vi raccontiamo.

La festa della mamma oggi

Arrivando all’epoca moderna si parla di celebrazioni per la mamma già nell‘Inghilterra del XVII secolo. La festività era denominata “Mothering Sunday“, e cadeva nella quarta domenica di quaresima rappresentando un momento di ritrovo per tutta la famiglia e per celebrare la mamma. In quella giornata i bambini che vivevano distanti da casa, per
imparare il mestiere o perché già a servizio, potevano tornare nel focolare domestico d’origine, portando alle madri fiori o altro genere di regali.
La tradizione è ancora viva in Inghilterra, dove ora prende il nome di “Mother’s Day“. Negli USA la festa della mamma si è diffusa attraverso i movimenti sociali delle suffragette che predicavano la pace. Nel maggio 1870 Julia Ward Howe, un’attivista pacifista e contraria alla schiavitù, aveva proposto il Mother’s Day come un momento di riflessione a favore della pace. L’idea delle Howe non ebbe successo, fino a quando Anna Jarvis, attivista sociale e fondatrice del Mothers’ Day Work Clubs, scelse il 10 maggio del 1908 per celebrare la memoria della madre, a tre anni dalla scomparsa.
La celebrazione proposta dalla Jarvis si diffuse e divenne molto popolare, tanto da ottenere il riconoscimento del presidente Woodrow Wilson nel 1914, che la ufficializzò per la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri.
L’evoluzione commerciale della festa, che arrivò a essere la seconda per importanza dopo il Natale, non trovò l’accordo della Jarvis che passò gli ultimi anni della propria vita a chiederne l’abolizione.
Nel 1917 si iniziò a festeggiare anche in Svizzera, nel 1918 in Finlandia, nel 1919 in Norvegia e in Svezia, nel 1923 in Germania e nel 1924 in Austria.

La festa della mamma in Italia

La Festa della Mamma ebbe una primogenitura nel periodo fascista, quando il 24 dicembre del 1933 venne indetta la Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo e vennero premiate le madri più prolifiche d’Italia. Si trattò, però di una giornata una tantum e le cui intenzioni erano molto diverse dalla celebrazione attuale.
La Festa della Mamma come la intendiamo oggi ha due origini. La prima è del 1956 a Bordighera dove il sindaco e senatore Zaccari in collaborazione con l’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia, volle dar vita alla festa della mamma a Bordighera, al Teatro Zeni. Una festa dalla chiara impronta commerciale.
L’anno successivo don Otello Migliosi, sacerdote di Tordibetto, vicino ad Assisi, propose dei festeggiamenti per la mamma mettendo l’accento sul valore religioso di una figura che non è prerogativa del solo mondo cattolico ma trasversale alle altre fedi. Un tentativo anche interconfessionale per instaurare un terreno di incontri tra diverse culture.
In molti paesi di estrazione cattolica la festa è stata istituita nella seconda domenica di maggio, il mese dedicato alla figura di Maria, madre di Gesù.

Nel 1958 il già citato senatore Zaccari e altri presentarono al Senato un disegno di legge per ottenere il riconoscimento della giornata, il dibattito si protrasse per un anno e la proposta trovò l’opposizione di una parte dei senatori che temevano che la celebrazione della festa potesse trasformarsi in una fiera di vanità.
Pur non istituzionalizzata nel calendario delle feste civili la Festa della Mamma prese comunque piede e viene tuttora festeggiata con regali , poesie e lavoretti fatti dai più piccoli.

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