Spannolinamento: consigli e suggerimenti

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Come accompagnare il bambino al raggiungimento del controllo sfinterico?

Quando e come togliere il pannolino? Quali sono gli aspetti psicologici legati al controllo degli sfinteri?

Cosa fare a casa? Cosa fare all’asilo nido? Come gestiranno lo spannolinamento le maestre del nido?

Quali sono i rischi di uno spannolinamento precoce? Cosa significa enuresi notturna?

Facciamo chiarezza

 

 

Consigli e suggerimenti per lo spannolinamento

Come ogni anno, presso la nursery dell’asilo nido Little England, è stato consegnato un manuale curato dalla dott.ssa  Alma Zanoletti, specialista in Pedagogia Clinica, per aiutare, con consigli pratici, i genitori.

In questo articolo voglio riproporre alcuni suggerimenti utili alle mamme e alle educatrici di asilo nido che stanno accompagnando i bambini in questo delicato passaggio.

Analizziamo, prima di tutto, gli aspetti psicologici legati al controllo sfinterico.

 

Un desiderio che accomuna molti genitori è quello che il loro bambino riesca a togliere il pannolino e si renda autonomo. Le scuole dell’infanzia, inoltre, fanno pressione alle famiglie iscritte affinché il bambino abbia tolto il pannolino prima dell’inizio della scuola.

Per questi motivi i genitori decidono a priori di togliere il pannolino al loro bambino, senza fare le opportune considerazioni che sono da un lato l’effettiva motivazione del bambino e dall’altra la sua reale capacità di riconoscere lo stimolo e di comunicarlo all’adulto. In realtà il raggiungimento del controllo degli sfinteri è un delicato passaggio verso l’autonomia anzitutto, ma anche il definitivo distacco dalla figura materna. Non deve, quindi, essere vissuto dal bambino come un obbligo o con un eccessiva carica di tensione emotiva.
In questa particolare tappa dell’età evolutiva è fondamentale il rapporto che si crea tra il bambino e l’adulto (madre e/o educatrice) che gli chiede di collaborare e di rinunciare alla precedente e soddisfacente esperienza di fare i propri bisogni quando e dove voleva. Se il rapporto madre/bambino si trasforma in una “sfida” si renderebbe questo periodo di apprendimento spiacevole, molto più lungo nel tempo e con la possibilità che nel bambino emergano cattive abitudini (come il trattenere le feci). Il bambino deve essere accompagnato gradatamente verso questa grande conquista che non viene vissuta dal piccolo come un bisogno.

In questa fase dello sviluppo affettivo, detta “fase anale” (Freud), il bambino prova un intenso piacere per tutte quelle attività che corrispondono al riempire, svuotare, pasticciare, vuotare ed anche al costruire per poi distruggere. Lo stesso tipo di interesse lo prova per gli orifizi del corpo e dei suoi prodotti: le feci.
Infatti, il bambino non prova ribrezzo che potrebbe provare un adulto e tratta le feci al pari di un oggetto però molto prezioso che lui stesso produce e ne fa “dono”, con gratificazione narcisistica, a mamma e papà.
Inoltre se prima, nella cosiddetta “fase orale” (Freud) la funzione esercitata dagli adulti nei confronti dei bambini era quella di fare da contenitore delle ansie e delle angosce derivanti dalla sua incapacità di definirsi da solo, da viversi come “solo, indifeso, nudo” (Winnicott), ora, nella “fase anale”, “il raggiungimento della maturità muscolare prepara il terreno per l’esperienza di due insiemi simultanei di modalità sociali: trattenere e lasciare andare” (Erikson).

L’educazione al controllo sfinterico coincide con un periodo della vita del bambino che va da minimo 18 mesi ( casi rari) ai 3 anni d’età, fase in cui i divieti dei genitori si fanno più marcati proprio all’interno di quei comportamenti che hanno a che fare con l’educazione alla pulizia.
Sicuramente intorno ai 2 anni/2 e mezzo di vita del bambino è corretto iniziare a pensare a come affrontare il delicato passaggio dal pannolino al visino, ma bisogna essere certi che il piccolo sia pronto ad affrontare il grande passo.
Infatti il bambino è pronto dal punto di vista fisiologico a riconoscere lo stimolo, ma devono essere presenti anche altre condizioni come:

 

 

 il bambino comunica attraverso il linguaggio e ne comprende il significato dello stesso
 il bambini inizia a riordinare il materiale per il gioco in autonomia
 il bambino comincia a fare pipì e a scaricarsi con regolarità
 il bambino è in grado di discriminare le parti del proprio corpo
 il bambino inizia a parlare dei “prodotti” del proprio corpo, avverte quando è sporco e prova fastidio per il pannolino
 avverte lo stimolo e lo comunica
 il bambino ha la consapevolezza dell’utilizzo del bagno

 

COSA FARE A CASA:

– Se il pannolino del tuo bambino rimane asciutto per un paio di ore significa che il bimbo è in grado di trattenere la pipì per un periodo di tempo abbastanza lungo. Alcuni bambini potrebbero avere il pannolino asciutto anche durante la notte, ma non a tutti capita.
– Se noti che il pannolino del tuo bambino è asciutto quando si sveglia la mattina ciò significa che è in grado di trattenere la pipì per un lungo periodo di tempo, quindi puoi provare a toglierlo anche durante la notte, altrimenti è meglio aspettare alcune settimane.
– Se il tuo bambino ti fa capire che ha il pannolino bagnato o sporco e per esempio: prova a toglierselo, si contorce, ti dice che ha fatto la pipì o la cacca tu ascoltalo e lodalo per avertelo fatto notare.
– Se il tuo bambino è contento e sereno di utilizzare il water, lodalo facendogli capire che ciò che sta facendo è assolutamente positivo.
– Se il tuo bambino sa dire pipì e cacca, questo significa che può in maniera sicura chiedere di andare in bagno; In ogni caso è consigliabile, almeno per i primi periodi, portare in bagno il bambino ogni 30 minuti spronandolo ad utilizzare le parole pipì e cacca.
– Se il tuo bambino sa tirarsi su e giù I pantaloni/calze a maglia da solo, lodalo e spronalo a farlo spesso.
– Lascia che il tuo bambino, se incuriosito, ti guardi mentre sei in bagno e incoraggialo ad imitarti.
– Quando cambi il pannolino del tuo bambino utilizza in modo diretto e chiaro i termini pipì e cacca e chiedigli sempre: “hai fatto la pipì o la cacca”?
– Incoraggia il tuo bambino ad usare il water, ma non forzarlo.
– Ogni volta che il tuo bambino beve attendi 30 minuti, poi portalo in bagno a fare la pipì. Ne farà sicuramente un goccino!

– Appena il tuo bambino si sveglia la mattina e prima di andare a dormire ricordati di portarlo in bagno a fare la pipì, anche se la notte usa ancora il pannolino.
– Se il tuo bambino fa la pipì nel water, ma la cacca ancora nel pannolino non ti allarmare perchè è una cosa normalissima. Il fatto di riuscire a fare anche la cacca nel water è un passaggio successivo.
– Armati sempre di tanta pazienza, è un momento molto importante e delicato per il tuo bambino. Anche se sei in macchina e al tuo bambino scappa la pipì non esitare a fermarti sul ciglio della strada, piuttosto portati sempre dietro un cambio extra e ricopri i sedili nel caso in cui dovesse scapparne un goccino.
– Sii fermo e convinto nella decisione di togliere il pannolino al tuo bambino, metterlo e toglierlo crea in lui confusione.

COSA FANNO LE INSEGNANTI A SCUOLA:

– Alcune settimane prima della data di inizio dello “spannolinamento” iniziamo a leggere storie e a parlane in sezione
– Spesso presentano una sveglia per dare un tempo e una routine al bambino
– Ogni giorno prolungano sempre di più il tempo in cui i bambini restano senza pannolino tenendo in considerazione i progressi degli stessi.
– In genere, quando i bambini restano senza pannolino durante tutta la mattinata, bagnandosi poche volte, chiediamo alle famiglie di portarli a scuola già senza pannolino.

controllo sfinterico spannolinamento

Con il termine enuresi notturna si intende l’incapacità di trattenere la pipì durante la notte, nel bambino che ha già raggiunto il controllo sfinterico. Il bambino non riesce a percepire lo stimolo di urinare durante la notte e finisce con il bagnare il letto.
Tuttavia, fino a 4 anni il bambino possiede un apparato urinario immaturo, di conseguenza può succedere che saltuariamente il bambino faccia la pipì a letto. In effetti solo dopo i 5 anni si può parlare di un disturbo vero e proprio.

 

Gli esperti in psicologia dell’infanzia hanno dimostrato che un’educazione rigida alla pulizia (avuta nella prima infanzia), con la richiesta da parte dei genitori di un controllo sfinterico precoce (che può portare alla rinuncia del piacere legato alla defecazione), da adulto può sfociare in comportamenti ossessivi riguardo alla pulizia, all’essere pignoli o avari, inoltre spesso è presente la vergogna come sentimento forte e disturbante anche se nascosto.
Gli stessi psicologi parlano anche di possibili disturbi legati all’alimentazione, all’ipocondria, alla visione alterata del proprio corpo, alla difficoltà nel contatto fisico con gli altri e a difficoltà legate alla sessualità (in età adulta) che può essere vissuta con modalità anomale.
Ecco perché non si deve mai avviare un bambino al controllo sfinterico prima dell’anno e mezzo (minimo), è infatti da questa età che il piccolo è in grado di acquisire la consapevolezza dei suoi bisogni fisiologici e li può avvertire prima di soddisfarli.
Rispettiamo tempi e ritmi di ogni bambino senza fare confronti, paragoni e senza imporre al bambino tutto ciò che non è pronto a fare.

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