Scuola italiana, internazionale o bilingue? Le differenze

SCUOLA INTERNAZIONALE

Le scuole internazionali seguono un programma e un metodo didattico diverso da quello italiano e molto simile al programma inglese. Un esempio è dato dal programma delle  International Schools del gruppo ISE, che adottano i programmi formativi dell’IB International Baccalaureate (http://www.internationalschoolofeurope.it/),  o dal programma IPC, molto valido e stimolante, adottato in 1.500 scuole nel mondo e utilizzato anche in molte scuole bilingue (http://www.greatlearning.com/ipc/).


Nelle scuole internazionali l’italiano viene studiato come una seconda lingua (L2) e solo negli istituti in cui si presta maggior attenzione al fatto che i bambini crescono in Italia e spesso hanno entrambi i genitori italiani, la proposta scolastica può raggiungere un massimo di circa cinque ore settimanali. In questo caso è possibile che si riscontrino delle lacune, specie nello scritto, in quanto una proposta insufficiente di dettati, di schede per rinforzare le difficoltà ortografiche, di prove di comprensione e riassunti in lingua madre, penalizza i bambini nella comprensione e nel consolidamento delle abilità di scrittura, competenza fondamentale per lo sviluppo di quelle logiche, che gli consentiranno successivamente l’apprendimento in qualsiasi ambito e lingua.

SCUOLA BILINGUE

In queste scuole si dedicano lo stesso monte ore di lezione all’italiano e alla lingua straniera. Questo comporta vantaggi e svantaggi: da un lato uno sradicamento inferiore dalla cultura italiana, dall’altro un apprendimento più lento della lingua straniera.
Molte scuole bilingue sono parificate (quindi hanno un controllo da parte del Ministero Italiano). Sicuramente la parifica è un indice di qualità e di sicurezza per i genitori. Per ottenere questo riconoscimento le scuole devono avere docenti con titolo abilitante all’insegnamento, la struttura deve rispondere ai requisiti dell’ASL di pertinenza e il POF (cioè l’offerta formativa) deve rispondere ed adeguarsi alle Indicazioni Ministeriali (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot7734_12) . Alcune di queste scuole bilingue hanno ottenuto anche riconoscimenti internazionali ed utilizzano programmi certificati e di qualità (esempio l’IPC , http://www.greatlearning.com/ipc/).
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/01/02/confindustria-sempre-piu-anziani-al-lavoro-11-mln_14a3acce-4c5a-4dec-a55e-4f838f8e91c5.html

Criteri di qualità nella scelta di una scuola primaria: è importante controllare i risultati delle prove invalsi, http://www.invalsi.it, (anche se non sono obbligatorie per tutte le scuole si possono trovare su internet o in qualsiasi libreria scolastica e farle svolgere ai propri figli), verificare i programmi, la proposta didattica, le risorse, il curriculum e l’abilitazione delle insegnanti per quella specifica fascia d’età. Se trovate che l’unica offerta è l’inglese, allora insospettitevi. I genitori vogliono una buona istruzione per i figli non un corso rinforzato di inglese (o altra lingua). Controllare se nel piano dell’offerta formativa siano presenti gite scolastiche, progetti, attività sportiva, continuità fra i vari ordini di scuola, un curriculum insomma che comprenda e sviluppi tutti i saperi.

Bibliografia utile per comprendere i vantaggi del bilinguismo

 

 

 

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