Lettura e poesie per i primi giorni di scuola – ACCOGLIENZA –


LETTURA:

A SCUOLA, MAMMA!

Questa mattina ricomincia la scuola. Paola si sveglia per prima. Si alza e va a scuotere la mamma che dorme ancora.

– Svegliati, mamma! Forza, alzati, o faremo tardi a scuola. –

Ma la mamma affonda il viso nel cuscino e risponde:
– No, no e no. Non voglio. Ho sonno! E poi io ho voglia di passeggiare con te, di andare al mare, e di giocare con il papà.
No, no e no. Non voglio andare a scuola! –

Paola dice dolcemente:
– Andiamo, mamma, sii ragionevole. Forza, alzati! Sei grande, lo sai che l’estate non può durare tutto l’anno. E dopo l’estate, cosa arriva? Cosa arriva? …
L’autunno! E in autunno che cosa inizia? Inizia … la scuola! Ecco, vedi: è proprio così!

Allora la mamma si alza mugugnando. Si mette la gonna grigia. Infila l’impermeabile e gli stivali, e dice con aria imbronciata:

– Sono pronta.

Lungo la strada, Paola cerca di distrarre la mamma:

– Sai, mamma, la giornata passerà in fretta. Adesso vai in ufficio, leggi il giornale, batti a macchina un paio di cose; poi telefoni alla nonna e alle amiche, così parlate della scuola, e viene subito mezzogiorno!

Ma la mamma tiene il muso e cammina piano.

– Forza, allunga un po’ il passo, mamma. Ci farai arrivare in ritardo!

Davanti al cancello della scuola ci sono tante mamme con il muso lungo. I loro figli fanno finta di non accorgersene.

Finalmente la campanella suona. I bambini si precipitano tra le braccia delle loro mamme.

Paola dice:

– A presto mamma. Buona giornata! Corri a prendere l’autobus adesso, è davvero tardi.

I bambini fanno le ultime raccomandazioni. Le mamme protestano:

– Ancora un bacio!

E siccome oggi è il primo giorno di scuola, e i loro figli sono molto pazienti, le baciano ancora una volta sulla guancia.

Ma alla fine Paola si fa seria:

– Forza, mamma, ora basta. Devo andare. A presto.

E le mamme fanno un ultimo cenno di saluto e se ne vanno verso i loro uffici, i negozi o le case.

– Uf! Per fortuna la mamma non ha fatto troppe storie, ma stamattina è stato dura farla alzare.

E Antonio conclude:

– Lo sapete, bisogna lasciar loro il tempo di abituarsi. Il primo giorno di scuola è duro per le mamme.

 

filastrocca delle dita

POESIE:

 

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Finalmente ecco la scuola

Il giorno dell’inizio è già arrivato
e indossi il grembiulino di bucato.

I bimbi hanno cestini o zainetti.
E dentro tu lo sai cosa ci metti;

la gomma, le matite colorate,
le forbici con le punte arrotondate.

In classe la lavagna trovi pure
e i cartelloni pieni di figure.

si ritaglia, si incolla, si colora,
così si cambia gioco ad ogni ora.

E che divertimento la lettura,
che usto con i conti e la scrittura!

quante scoperte splendide da fare,
quante storie stupende da ascoltare!

E poi è bello stare in compagnia
di amici vecchi e nuovi, in allegria.

Con loro parli, ridi e canti in coro.
Allora buona scuola… e buon lavoro!

Vivian Lamarque

filastrocca delle dita

Il primo giorno di scuola

Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.

Gianni Rodari

filastrocca delle dita

Filastrocca settembrina

Filastrocca settembrina,
già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!

G.Rodari

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Ritorno a scuola
  Svelto ora il sol tramonta
la giornata adesso vola,
la cartella ormai è pronta
si ritorna tosto a scuola.
Se l’autunno piange foglie
sul suo grigio e cupo viso,
la tristezza non ci coglie
siamo forti col sorriso.
Invadiamo lieti i banchi
non pensiamo più a giocare,
di riposo siamo stanchi:
c’è bisogno di studiare.
Qui il tempo scorre lento
e talvolta il cielo è scuro
ma in fondo son contento
diverrò presto maturo.
Le maestre ci daranno
le risposte che vorremo,
nei ricordi resteranno
quando il mondo affronteremo!

Giuseppe Risica

filastrocca delle dita

Benvenuti a scuola!

L’estate è ormai passata

e la scuola è già iniziata!

Tutti insieme nei nuovi banchi

e non siamo per niente stanchi.

La vacanza è un ricordo lontano

che ci lascia piano piano.

Tornare a scuola è bello lo so

perchè i miei compagni ritroverò.

Le mie maestre mi aspettano già

e nulla più ci separerà.

Tante cose belle e interessanti imparerò

e per tre anni insieme a voi mi divertirò.

Tutti insieme cresceremo

e ogni giorno ci ritroveremo

per conoscere in allegria

e volerci bene in armonia.

Filastrocca degli alunni della III B guidati dall’ins. Maria Ruggi.

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LA SCUOLA

Eccoti a settembre, la scuola ricomincia;
in paese, in campagna, in città e in provincia,
vedrai qualcuno contento, qualcuno confuso:
niente paura, tu segui attentamente
le istruzioni per l’uso.
Guarda l’edificio con decisione
poi, a passi svelti, varca il portone,
fermati nell’atrio, dai un’occhiata intorno;
se c’è un adulto che conosci digli: Buongiorno!
Se trovi delle amiche, se scorgi degli amici
puoi lasciarti andare a sorrisi felici,
puoi parlare di vacanze, di gite al mare e ai monti;
di certo il primo giorno non ti faran fare i conti!
Quando senti squillare la campanella
cerca la tua classe, chiedi alla bidella;
siediti ad un banco, vicino a chi ti piace,
chiacchiera, ma poco: è meglio se si tace.
Il primo giorno è bello, è forte l’emozione
di ritrovare tutti, di passare quel portone,
ma dopo il primo giorno ne seguono duecento,
si parte col lavoro, è inutile il lamento!
Si consiglia vivamente di fare attenzione
a quello che si dice durante la lezione.
Impegnarsi sempre è fondamentale:
non ha senso stare a scuola e lavorare male.
La scuola, se ci si pensa,
è una grande istituzione:
lavora coi bambini,
fa crescere persone!

filastrocca delle dita

Finalmente sono in prima

Oggi ha inizio la grande avventura
del nostro primo anno… quanta paura!!!!
Ci chiaman per nome, fanno l’appello
mentre il più discolo lancia il cappello.
-Ehi, bambini! questa è roba seria!
Ecco compare pure il dirigente
che dall’alto vigila, ma non dice niente!
Allora tutti in fila allineati
entriamo nell’aula come soldati.
La nuova maestra ci accoglie radiosa
della sua nuova classe è tanto orgogliosa!
E così nei banchi tutti vicini e sorridenti
con i cuori che batton forte perchè siamo contenti.
Ma c’è anche chi qualche lacrima inizia a versare,
perchè dal suo caro amico si è dovuto separare.
Scrivere, leggere, disegnare e colorare,
quanta fatica ci toccherà fare
con nuove regole da rispettare:
le orecchiette sui quaderni devi evitare!
Il tuo materiale dovrai curare!
Nessun pasticcio e qualche pagina strappata
una bella grafia, piuttosto ordinata.
Ora la scuola dell’infanzia è già un ricordo lontano
che si dissolve nell’aria piano piano!

di Maria Ruggi

filastrocca delle dita

Primo giorno di scuola

Questa mattina sono contento,
il babbo mi parla ma non lo sento,
la mamma mi dice che resterà sola,
non posso farci niente,
devo andare a scuola.

Non vedo l’ora di arrivare,
sono già grande, devo imparare,
con il grembiule e lo zainetto
cammino alla mamma stretto stretto.

Ho tante cose da raccontare,
qualcuno mi starà ad ascoltare?
Quanti bambini, non sono da solo,
ma ad un tratto spiccherei un volo.

Che mi succede? Sogno o son desto?
portami a casa mamma, fai presto!
Ma poi qualcuno mi fa una carezza,
mi chiede il nome, ma con tenerezza,

tutti i bambini le stanno intorno
e insieme facciamo un girotondo.
Poi la sera nel mio lettino
penso al compagno che mi è stato vicino,

alla maestra, alle sue mani……
….non vedo l’ora che venga domani!!

Giovanna Corsi

filastrocca delle dita

Maestrina
  Quando a scuola ce ne andiamo
e la mamma a casa resta
mai da soli rimaniamo,
lì ci aspetta la maestra.
Sta seduta e spiega piano
è paziente e non si lagna,
ci controlla da lontano
s’alza e scrive alla lavagna.
Quanto bene sa insegnare
spiega tutto come un gioco,
a noi tanto fa imparare
senza lei sapremmo poco.
È davvero molto buona
carismatica e bellina,
la campana adesso suona:
a domani, ciao maestrina!

Giuseppe Risica

filastrocca delle dita

Bentornati

Presto, correte, fate in fretta

c’è la nuova maestra che vi aspetta!

Batte forte il vostro cuore

se ne sente anche il rumore!

Siete molto emozionati

e un tantino preoccupati,

nuove lezioni da ascoltare

e vecchi amici da riabbracciare.

Ebbene sì, l’estate è ormai lontana

e soffia forte la tramontana.

Col grembiule inamidato

lindo, fresco di bucato,

tutti in fila con la cartella

ad aspettare la campanella.

Nei banchi stretti vi stringete

e un nuovo anno affronterete.

La lettura che allegria

ancor più bella in compagnia.

Scorpacciata di matematica

e poi a spasso con l’informatica.

Ogni anno è un’avventura:

della scuola non abbiate paura.

Bentornati cari bambini

gai, vispi e birichini,

quest’anno tanti valori vi trasmetterò

e con mano sapiente vi guiderò!

Maria Ruggi

filastrocca delle dita

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