Insegnare la resilenza ai bambini, come?

di Tiziana Manigrasso

La resilienza è la capacità  di affrontare e superare una difficoltà in modo positivo, trasformarla in risorsa per definire e perseguire nuovi obiettivi sfidanti, é la base di partenza di un modo di pensare positivo.
La resilienza si apprende?
Sì, possono apprenderla gli adulti e possono apprenderla i bambini. Come? Ecco alcuni suggerimenti
1. Supporta tuo figlio di fronte alle sue piccole difficoltà quotidiane ma non sostituirti a lui nella loro soluzione.
2. Condividi con lui le situazioni in cui tu stesso sei in difficoltà e il modo positivo in cui le affronti. Sarà per lui un modello di apprendimento.
3. Nelle situazioni pertinenti rivolgiti a lui con parole di apprezzamento e di incoraggiamento, questo aumenterà il suo senso autoefficacia (Bandura)
4.  Incoraggiarlo ad affrontare nuove sfide, ad abbandonare la sua comfort zone ( ad es.  arrampicarsi, nuotare, prepararsi un panino…) e ad imparare qualcosa di nuovo. Se tu hai paura per lui, lui apprenderà la paura. Insegnagli ad abbandonare la comfort zone era affrontare nuovi obiettivi sfidanti.
5.  Insegnali l’attesa, il confronto con la noia, senza fornirgli strategie di fuga come quelle tecnologiche o senza ricorrere a snack estemporanei tra i pasti principali  e tu sii d’esempio.
6.  Non dargli tutto ciò che chiede, insegnagli che un oggetto è solo un oggetto e che di molti si può fare a meno, nonostante lo abbiano “tutti”.
7.  Fai in modo che capisca che le relazioni sono più importanti delle cose, puoi avere molti giochi ma nessun amico ma viceversa è meglio.
8.  Non cedere quando hai definito un limite importante, come il contratto nell’uso del cellulare o il tempo da trascorrere davanti alla TV. Insegnagli che le regole esistono e vanno rispettate.
9.  Insegnali a dare sempre il meglio di sé in ogni situazione al di là del risultato.
10.  Fai in modo che si assuma le sue responsabilità e che ne risponda.
11.  Insegnali la gratitudine. Alla fine di ogni giornata rifletti con lui per cosa è grato di quella giornata. Non cose generiche come la vita, la famiglia ma delle cose concrete, avvenute oggi.

12.  Insegnagli a riconoscere le emozioni e i sentimenti, a dargli un nome e non un emoticon, fai in modo che impari ad ascoltare il proprio corpo ad esempio quando sono arrabbiato lo sento nella pancia oppure quando sono preoccupato lo sento nella testa. E tu? tu non sminuire mai le sue emozioni.

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