HOCUS E LOTUS, I DINOCROCS CHE INSEGNANO LE LINGUE AI BAMBINI

HOTEL SAN SALVADOR

di Elisa Baroni

Mi presento, mi chiamo Elisa e sono mamma di una bambina di 7 anni cresciuta con un’educazione bilingue italiano – inglese grazie al metodo del format narrativo con Hocus e Lotus, creato da Traute Taeschner, professoressa di psicologia del linguaggio e della comunicazione dell’Università Sapienza di Roma.

In questo post vi racconto chi sono Hocus e Lotus e come possono aiutarvi a crescere i vostri figli bilingui anche in una famiglia monolingue come la mia.

Hocus e Lotus sono dinocrocs, piccoli dinosauri con il dente da coccodrillo che vivono in un parco fantastico. Sono i protagonisti del programma educativo in 5 lingue creato dall’Università Sapienza di Roma. Un progetto pedagogico e linguistico pluripremiato, con 25 anni di ricerche alle spalle e numerose collaborazioni con le piu’ prestigiose università europee.

hotus e locus 1

“Le avventure di Hocus e Lotus” si fondano sulla psicolinguistica evolutiva, ovvero i processi di acquisizione del linguaggio nei bambini. Poniamoci delle semplici domande: in quale altro modo i bambini dovrebbero apprendere una seconda lingua se non esattamente come hanno appreso la lingua madre? Quali sono i processi chiave dell’apprendimento di una lingua? Come riprodurre quelle condizioni in un’aula o in una famiglia monolingue?

A queste domande ha risposto la facoltà di psicolinguistica elaborando la teoria del format narrativo. Format significa routine di azioni. Da quando nasce il bambino vive delle giornate basate su delle attività ripetitive che scandiscono la sua giornata con la persona che lo accudisce, come la pappa, la nanna, il bagnetto, le passeggiate. Queste attività contribuiscono a creare e rafforzare il legame affettivo genitore – figlio e a fargli scoprire il mondo che lo circonda, ed è così che il bambino apprende nuove parole e un giorno inizia a parlare spinto dal desiderio di comunicare con chi ama.

Il format narrativo ricrea queste condizioni in aula o a casa attraverso la drammatizzazione di storie in cui l’insegnante racconta in lingua straniera un’avventura di Hocus e Lotus con i gesti, le espressioni facciali, lo sguardo, la postura del corpo e invita il bambino a ripetere in un’alternanza di turni, in modo da far vivere a lui stesso in prima persona l’immedesimazione nei personaggi e nelle loro avventure. Le storie, create da un team di psicologi e pedagogisti, raccontano infatti una realtà conosciuta al bambino ed esattamente alla sua portata con la quale dunque è facile immedesimarsi. La gestualità fa si inoltre che il bambino comprenda facilmente e velocemente i nuovi termini. La ripetizione della storia prima attraverso il teatro, poi con il canto del mini-musical e infine la lettura della storia e la visione del cartone animato linguistico, fanno si che all’interno di una lezione il bambino sia esposto agli stessi termini piu’ volte e attraverso differenti tipi di stimoli (visivi, auditivi).

Ma per quale motivo un bambino dovrebbe parlare nella lingua straniera se sa benissimo di poter farsi capire usando, nel nostro caso, l’italiano? Chi si occupa di bilinguismo sa che la teoria OPOL (ONE PERSON ONE LANGUAGE, una persona una lingua) è riconosciuta come fondamentale per crescere i propri figli in un ambiente famigliare bilingue. Dunque come ricreare una situazione corrispondente in aula o in una famiglia monolingue?

La risposta nello stratagemma della maglietta magica, lo strumento che apre le porte del mondo di Hocus e Lotus e fa dimenticare l’italiano (nel nostro caso) a chi la indossa (genitore o insegnante), che così si ritrova magicamente a comprendere e parlare solo la lingua straniera. Il bambino è dunque motivato a parlare nella L2 per il desiderio di comunicare con la persona con cui ha creato una buona relazione affettiva, la quale altrimenti non lo comprenderà.

Un altro fondamento di questo metodo è la progressione linguistica nelle storie: la scelta del vocabolario e delle strutture linguistiche dipende dall’evento che si narra e non dal livello di competenza nella L2 del bambino. La lingua utilizzata è naturale e non strutturata su ciò che il bambino sa o ciò che gli insegnanti ritengono sia facile o difficile.

Nel metodo tradizionale utilizzato nella scuola pubblica ma -ahime’- anche in molti corsi privati, il bambino viene esposto a categorie semantiche (oggi i colori, domani i numeri, dopo ancora le emozioni e via dicendo …) e a strutture grammaticali in base alla competenza nella lingua straniera (ad esempio prima il presente, poi il tempo passato e solo dopo vari anni il tempo futuro).

Poniamoci una domanda cruciale: quando sono nati i nostri figli gli abbiamo parlato loro solo al tempo presente per il primo anno di vita perché il tempo passato era troppo difficile? E nelle nostre passeggiate gli abbiamo fatto un giorno l’elenco di tutti i colori e quello dopo delle emozioni? Direi che la risposta è no. E allora per quale motivo questa strategia dovrebbe funzionare per l’apprendimento di una lingua straniera?

hotus e locus 2

Con Hocus e Lotus i bambini imparano veramente a parlare una nuova lingua e ne sono entusiasti! Ma per essere bilingui non basta un’ora a settimana, è un po’ come per crescere, bisogna nutrirsi ogni giorno. Per questo la famiglia è fondamentale nel processo di apprendimento. E per questo sono stati creati i materiali da utilizzare a casa per la DINO- ROUTINE, un momento speciale di condivisione in lingua per bambini e genitori in cui guardare il cartone animato linguistico, ascoltare i mini-musicals e leggere insieme i libri delle avventure di Hocus e Lotus. Un impegno alla portata di tutti, anche di quelli che si sentono meno ferrati nella lingua straniera.

Parlando della mia esperienza personale posso affermare con orgoglio che Hocus e Lotus a casa nostra sono una filosofia di vita, mi sento una DINO-MAMMA a tutti gli effetti e da quando questi due simpatici dinocrocs sono entrati a far parte delle nostre giornate parlare inglese con la mia bambina è diventato naturale e divertente. E i risultati ottenuti sono incredibili, A. sa già leggere in inglese senza problemi e, sebbene molto timida, nelle ultime vacanze negli USA ha interagito in lingua con bambini e persino adulti mostrando di capire cosa le dicevano e rispondendo correttamente. Grazie Hocus e Lotus!

        

 


Tag: ,

Commenti (4)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *