Gravidanza e acido folico: quale connessione?

Gravidanza e acido folico: quale connessione?

Gravidanza e acido folico: quale connessione?

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

Per far sì che la gravidanza sia davvero il periodo magico che dovrebbe essere, è importante seguire piccoli accorgimenti. I controlli di routine presso il proprio ginecologo di fiducia sono il primo passo. In alcuni casi, potrebbe essere necessario anche eseguire test di screening e di diagnosi prenatale. Inoltre, è fondamentale che la futura mamma segua una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Studi scientifici dimostrano infatti quanto l’alimentazione in gravidanza influenzi il futuro del nascituro* .

Il consiglio più diffuso in tema di alimentazione è assumere acido folico e folati, conosciuti anche come vitamine B9 * . I folati sono sostanze presenti in alimenti freschi e nei legumi. L’acido folico è invece una molecola di sintesi, assumibile mediante appositi supplementi vitaminici. Entrambe le sostanze sono fondamentali per la sintesi di DNA, RNA e di proteine ** .
La carenza di acido folico in gravidanza aumenta il rischio di malformazioni neonatali * . È inoltre collegata a una maggiore probabilità di difetti del tubo neurale, quali anencefalia ed encefalocele. In alcuni casi può provocare anche difetti all’apparato cardiovascolare e urinario, labbra e palato malformati, arti ridotti ** . Per questo motivo, si consiglia di assumere questa vitamina anche alle donne che stanno programmando una gravidanza.

Qual è la dose corretta di acido folico da assumere in gravidanza?

Secondo il Network Italiano Promozione Acido Folico, bastano 0.4mg al giorno per ridurre il rischio di difetti congeniti. Se la donna presenta una probabile predisposizione genetica, la dose consigliata sale a 0.5mg. È possibile assumerla sia mediante integratori sia con un’alimentazione ricca di cibi contenenti folati.
I folati sono presenti soprattutto nella verdura cruda. Non per nulla il nome deriva dal latino “folium”, foglia. Negli anni ‘40, lo statunitense Mitchell individuò queste sostanze dentro le foglie degli spinaci ** .
Ancora oggi gli spinaci sono tra gli alimenti più consigliati in gravidanza, insieme agli altri ortaggi a foglia verde, i carciofi, le rape, i legumi, i kiwi, le fragole, i cereali e il lievito di birra * .
Anche mangiare solo verdura fresca tutti i giorni potrebbe non bastare. Durante la gestazione, il fabbisogno energetico della futura mamma aumenta di circa 200-300 calorie al giorno. La donna ha inoltre bisogno di assumere 9 grammi di proteine al giorno e un gran numero di vitamine, ferro e sali minerali. Per questo motivo, spesso gli integratori sono fondamentali per garantire il benessere di mamma e figlio ***.
I dati del sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) riportano 20 malformazioni congenite ogni 1.000 neonati. Basterebbe molto poco per ridurre il numero di queste malformazioni: frutta, verdura, legumi e integratori di acido folico quando serve ** .
Gli studi che dimostrano l’importanza dell’acido folico in gravidanza sono tantissimi. Secondo alcuni di essi, gli integratori riducono il rischio di difetti del tubo neurale di circa il 70% 2 . Ecco perché le future mamme dovrebbero aumentare l’apporto di folati e acido folico, così da far fronte alla maggiore richiesta da parte dell’organismo. Lo stesso vale per l’allattamento, un altro periodo in cui molte risorse materne vengono convogliate nell’organismo del bambino **** .

Gli esperti sostengono che l’ideale sarebbe iniziare ad assumere acido folico un mese prima del concepimento, andando avanti per tutto il primo trimestre 5 . In ogni caso, il ginecologo saprà rispondere ad eventuali dubbi delle future mamme consigliando sia gli integratori da prendere sia il percorso di screening prenatale più adatto. Sono diversi infatti gli esami che si possono svolgere durante la gravidanza: uno di questi è il test del DNA fetale, un esame di screening prenatale non invasivo che può rilevare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche nel feto. Ha un’attendibilità molto alta, ovvero del 99,9%.

Per maggiori informazioni sul test del DNA fetale Aurora: www.testprenataleaurora.it

Fonti:

1 – Mamma e bambino: dal concepimento all’adolescenza – Fondazione Umberto Veronesi – pag.19
2 – Ministero della Salute – www.salute.gov.it
3 – www.fondazioneveronesi.it
4 – Rapporto ISTISAN n.13/28 – Prevenzione primaria delle malformazioni congenite: attività del Network Italiano Promozione Acido Folico
5 – Raccomandazione per la riduzione del rischio di difetti congeniti del Network Italiano Promozione AcidoFolico

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