Una matematica per tutti! (Corso di matematica per la scuola primaria – Ebook)

HOTEL SAN SALVADOR

Recensione di Sabrina Parazzini, insegnante di scuola primaria

 

UNA MATEMATICA PER TUTTI

Quando Rita mi ha illustrato il suo lavoro di “Corso di Matematica nella scuola primaria” ne sono rimasta intimorita, mi chiedevo se sarei stata in grado di portare avanti dei percorsi didattici di matematica all’apparenza così complessi.

Mi sono dovuta ricredere e, affidandomi ai suoi consigli e soprattutto alla sua esperienza, ho “sperimentato” il suo lavoro su alcuni alunni che presentavano difficoltà di apprendimento. Il risultato è stato positivamente inaspettato e mi ha portato a fare alcune considerazioni condivise con Rita.

L’aspetto significativo del lavoro è certamente legato alla mediazione quale canale preferenziale per pianificare il processo di insegnamento/apprendimento dei concetti logico-matematici. È attraverso la mediazione che il bambino apprende in modo durevole, impara a rispondere agli stimoli e soprattutto impara ad agire il proprio pensiero. 

L’insegnante, “mediando” l’apprendimento della matematica, utilizza un linguaggio semplice ed efficace,  pone le giuste domande (indicate in ogni fase dei percorsi didattici del lavoro) per instradare i bambini verso un cammino corretto senza suggerire le risposte ed evitandogli il senso di frustrazione, stimola le funzioni cognitive dell’alunno che, attraverso le operazioni mentali messe in atto, lo porteranno a ragionare con le proprie forze (Problem Solving) e a potenziare la sua mente. 

La mediazione in questo lavoro si rifà essenzialmente al concetto di Reuven Feuerstein relativa all’Esperienza di Apprendimento Mediato (EAM) doveLa mediazione orienta il bambino a ricercare le connessioni tra l’evento che sta sperimentando e altre esperienze simili alle quali è stato esposto e a prevedere così le possibili conseguenze, quando incontrerà qualcosa di simile in futuro.”(Non accettarmi come sono – pag. 75/76).

Il metodo, inoltre, permette a chiunque voglia intraprenderlo di avere una visione d’insieme sugli obiettivi di apprendimento del percorso logico-matematico dalla prima classe alla quinta classe della scuola primaria. Offre non una modalità di insegnamento frammentaria suddivisa per argomenti a sé stanti, quanto piuttosto una modalità di lavoro a “tutto tondo” dove ogni concetto insegnato ed acquisito dall’alunno diventa pre-requisito degli apprendimenti successivi. Per questo si rendono utili le mappe concettuali inserite nel presente lavoro, che rendono chiari e delineati i percorsi logici da attuare secondo un “filo rosso” da seguire; è un lavoro dove non si perde la strada ma fin dall’inizio è reso chiaro l’obiettivo che si intende raggiungere. La mappa concettuale è utile all’insegnante perché orienta la sua azione di insegnamento, stimola la messa in discussione del suo operato sviluppando la sua crescita professionale e permette di intervenire sui contenuti con creatività. L’insegnante diventa  Mediatore” dell’attività didattica in classe.

L’alunno, attraverso questo metodo, è attore principale del suo apprendere, si “diverte con impegno” e la modalità di studio che mette in atto lo rende curioso e partecipe. È nella costruzione del proprio materiale di lavoro che il bambino realizzerà il suo “piacere” perché il costruirlo sarà legato a momenti significativi dell’apprendimento. Non sarà materiale sterile, consegnato nelle mani del bambino senza fornire un senso, ma costruito da sé secondo percorsi di logica sull’appreso, materiale che diventerà compensativo per quegli alunni con difficoltà di apprendimento. Anche l’aula si configurerà come un ambiente modificante per l’apprendimento, sarà un laboratorio di esperienze condivise, di lavoro concreto e di riflessione comuni.

Questo perché l’approccio della matematica mediata” permette una didattica inclusiva e sviluppa il cooperative learning. Didattica inclusiva perché tiene conto del potenziale di tutti i bambini comprese le eccellenze e perché tutti apprendono secondo le proprie capacità. Sviluppa il cooperative learning perché si lavora in gruppo per trovare strategie comuni che favoriscano l’acquisizione di capacità matematiche e di problem solving. Sarà poi l’insegnante ad orientare e a “mediare” i suoi studenti affinché applichino le conoscenze e le abilità per risolvere problemi in un confronto positivo tra compagni, dove la generazione di nuove idee e di nuove soluzioni permetta il trasferimento delle strategie matematiche, apprese nel lavoro di gruppo, a problemi che potranno presentarsi in futuro ed essere affrontati individualmente.

Grazie Rita, grazie della tua esperienza condivisa, della tua professionalità e del tuo lavoro così presentato. Tutto ciò mi ha permesso e mi permette oggi di avere più consapevolezza nel mio lavoro. Mi permette di agire modulando la mia azione di insegnamento lasciandomi libera di sperimentare con coscienza. L’approccio del tuo metodo mi fa vivere l’insegnamento e, perché no, anche l’apprendimento della logico-matematica in modo dinamico e in continuo divenire, stimolando la mia curiosità e il mio entusiasmo per il lavoro a scuola.

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