Poesia di Carnevale:

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Arlecchino scappa fuori

col vestito a più colori,

salta, balla e corre via

sempre pieno di allegria.

Grasso grasso e chiacchierone

è il dottor Balanzone.

È difficile frenare

la sua voglia di parlare.

Son Brighella bergamasco.

Negli inganni non ci casco,

sono furbo e ho fantasia,

dico sol qualche bugia.

Ha un bel viso a luna piena,

di scherzare è sempre in vena

il Gianduia di Torino

dal cervello sveglio e fino.

Un bicchiere tiene in mano

Meneghino di Milano.

Cosa aspetta? Cose buone, soprattutto un panettone.

È chiamato Stenterello

perché magro e poverello.

Da Firenze viene e dice

che con poco lui è felice.

Col vestito rosso e nero

e l’aspetto suo severo

Pantalone ricco e avaro

ama solo il suo denaro.

Canticchiando, Pulcinella

La chitarra sua strimpella.

Se gli getti due soldoni

se li mangia in maccheroni.

Bella e bianca come rosa

è Rosaura capricciosa

e con lei c’è Colombina

cameriera sopraffina.

M. Lucaccini – S. Vanni

Il grande libro delle filastrocche, Giunti

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