Parchi gioco accessibili a tutti

 

Nei giorni di primavera i parchi giochi di molte città si animano di bambini che corrono, saltano, si divertono ad andare su e giù da altalene e scivoli.

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia ci dice che il diritto al gioco è un diritto inviolabile per ogni bambino … ma non sempre è così

Qualche tempo fa ho intervistato Claudia Protti, una mamma coraggiosa e meravigliosa che sta cercando di realizzare un piccolo sogno per i bambini di Santarcangelo di Romagna: un parco “inclusivo”.

Per  sensibilizzare l’opinione pubblica ha aperto una pagina facebook: Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini

Ciao Claudia, è un piacere aiutarti a diffondere la tua iniziativa ma quando nasce e perché avete aperto la vostra pagina facebook?

La pagina facebook dedicata ai parchi giochi per tutti è nata il 19/03/14, circa un mese fa. Quel giorno La Voce di Romagna, (un quotidiano locale), ha pubblicato un articolo che ho scritto per raccontare un pomeriggio di giochi al parco insieme alla mia amica Raffaella e i nostri bambini. Siamo state in due piccoli parchi di Santarcangelo e abbiamo voluto documentare la nostra “avventura”. Gradini per accedere al parco, erba alta e giochi non accessibili. Abbiamo pensato di usare i moderni mezzi di comunicazione come i social network per sensibilizzare le persone: spiegare a tutti che il parco giochi è importante per tutti i bambini e che i parchi devono essere accessibili anche ai bambini che usano la carrozzina per spostarsi e che esistono giochi che possono essere usati da tutti bambini, indistintamente dalle loro abilità e capacità. Molti non conoscono questi giochi perché non hanno mai incontrato un bambino con capacità motoria ridotta. Anche questo bimbo, come tutti gli altri, ha diritto di divertirsi all’aria aperta con gli amici.

Parchi gioco accessibili a tutti

 Cosa significa esattamente istallare in un parco un gioco accessibile a tutti?

Naturalmente rendere un parco fruibile da tutti non significa solo installare un gioco accessibile a tutti ma tener conto di tanti piccoli accorgimenti, (potete leggere le interessanti linee guida che sono state scritte per il parco inclusivo di Jesolo:http://www.youblisher.com/p/216768-Linee-Guida-SGSS/), come ad esempio eliminare tutte le barriere che impediscono l’accesso al parco, utilizzare un fondo antitrauma, collegare i vari giochi e le panchine con vialetti pianeggianti e privi ostacoli. Di giochi adatti a tutti i bimbi ce ne sono parecchi e la scelta quindi è ampia. Anche una semplice casetta gioco può essere usata da tutti i bambini se si ha l’accortezza di sceglierla con una porticina ampia che permetta l’ingresso di una carrozzina così che i bambini possano fare tutti insieme un gioco di ruolo. Ci sono i pannelli sensoriali, che vanno collocati in maniera tale da poter essere utilizzati anche da seduti e le altalene a gabbia o a cesto, i giochi a molla con protezioni laterali e schienale. Installare questi tipi di giochi in un parco significa garantire a tutti i bambini il diritto al gioco!

 Alcuni Comuni italiani hanno iniziato a creare parchi accessibili a tutti, ma sono ancora troppo pochi. Voi cosa proponete o chiedete?

I parchi gioco inclusivi in Italia sono ancora rarissimi. Noi speriamo che crescano, che tante città decidano di seguire l’esempio di Milano, (parco Formentano), Genova, Lissone, Jesolo… Noi abbiamo chiesto al comune di Santarcangelo di Romagna di iniziare a mostrare apertura installando almeno un gioco accessibile nel parco centrale della città. Credo che in tutte le città si possa iniziare con l’eliminazione di tutte le barriere che impediscono l’accesso al parco e poi sostituire qualche gioco rotto o troppo usurato con nuovi giochi che possano essere usati da tutti. Un parco giochi inclusivo è diverso, vero, ma veder spuntare qualche gioco accessibile qua e là è comunque un passo avanti.

Grazie Claudia per la tua iniziativa, spero venga condivisa e spero di vedere qualche gioco accessibile in ogni città.

Parchi gioco accessibili a tutti

 

Parchi gioco accessibili a tutti

 

Carnevale. Passatempi e giochi

Giochiamo con i più piccoli imparando a riconoscere le maschere delle tradizione!

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TITOLO: Carnevale. Passatempi e giochi

AUTORE: Elisa Prati

CASA EDITRICE: Giunti editore

TEMI CHIAVE: giochi sul tema del Carnevale

ETA’ DI RIFERIMENTO: dai 4 anni

E’ un libro della serie “activity books”, con tanti giochi divertenti, da fare da soli o in compagnia. Si può disegnare, colorare, completare, risolvere, cercare, trovare, contare, scrivere e giocare… Divertiamoci imparando!

Puoi acquistarlo qui

carnevale giochi e passatempi

Poesia di Carnevale:

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Arlecchino scappa fuori

col vestito a più colori,

salta, balla e corre via

sempre pieno di allegria.

Grasso grasso e chiacchierone

è il dottor Balanzone.

È difficile frenare

la sua voglia di parlare.

Son Brighella bergamasco.

Negli inganni non ci casco,

sono furbo e ho fantasia,

dico sol qualche bugia.

Ha un bel viso a luna piena,

di scherzare è sempre in vena

il Gianduia di Torino

dal cervello sveglio e fino.

Un bicchiere tiene in mano

Meneghino di Milano.

Cosa aspetta? Cose buone, soprattutto un panettone.

È chiamato Stenterello

perché magro e poverello.

Da Firenze viene e dice

che con poco lui è felice.

Col vestito rosso e nero

e l’aspetto suo severo

Pantalone ricco e avaro

ama solo il suo denaro.

Canticchiando, Pulcinella

La chitarra sua strimpella.

Se gli getti due soldoni

se li mangia in maccheroni.

Bella e bianca come rosa

è Rosaura capricciosa

e con lei c’è Colombina

cameriera sopraffina.

M. Lucaccini – S. Vanni

Il grande libro delle filastrocche, Giunti

Altre filastrocche edite da Giunti: Filastrocche di carnevale. Giunti Kids

  • App Erickson: recupero in ortografia (Percorso per il controllo consapevole dell’errore)

    App Erickson: recupero in ortografia (Percorso per il controllo consapevole dell’errore)

foto-poesia-per-accogliere-i-bambini-a-settembre

Ho acquistato il libro di Camilllo Bortolato “Primi Voli” ed. Erickson quando, una maestra di matematica, con due figli della stessa età dei miei (3.5 anni e 2 anni), mi ha parlato per la prima volta del “sorprendente metodo analogico” del maestro Camillo Bortolato dicendomi “funziona anche con Giovanni!!” (3.5 anni).

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