Nella città di Nagahama, in Giappone, si trova un asilo molto particolare chiamato “la casa della luce”.

La struttura della scuola è su un unico piano e la luce esterna si proietta all’interno grazie a grandi quadrati.

I bambini percepiscono i cambiamenti climatici grazie alle diverse gradazioni della luce.

Gli spazi enormi e i colori trasmettono benessere.

Bellissima!

 

Art Director: Hirai Toru/Mars Design Workshop mobili

Design: Koizumi Makoto

Ingegneri strutturali: Umezawa

Ingegneri strutturali ingegneri meccanici: AZU Planning

Ferie docenti: cosa ne pensano i colleghi inglesi?

#deliriosemiseriodiunadocenteinferie

Vacanze di Natale o estive … il tormentone è sempre lo stesso: i docenti italiani fanno troppe ferie e la nostra scuola non è allineata agli altri paesi.

Ma cosa ne pensano i docenti d’oltralpe che vengono a lavorare in Italia nelle scuole internazionali o bilingue?

Beh … pensano che le vacanze degli insegnanti italiani siano imbarazzanti!

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Vi posso assicurare che non mento perché lavoro in una scuola bilingue e ho tanti colleghi inglesi.

A volte non accettano di lavorare in Italia perché:

il piano ferie è inadeguato.

Comeeeee? Ma non siamo quelli che fanno più ferie di tutti?

No, siamo quelli che fanno le peggiori ferie e durante il periodo estivo non andiamo in ferie ma in convalescenza!

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L’idea di lavorare senza pause da settembre a dicembre è, per i colleghi inglesi, inconcepibile: troppo pesante per i docenti e gli alunni che devono, in pochi mesi, concentrare mille attività ed impegni.

Non capiscono il senso di dover correre come matti per nove mesi l’anno come

polli senza testa

invece di poter distribuire meglio i periodi di riposo e riflessione.

Ma l’aspetto del nostro piano ferie che li sconvolge di più è la reticenza dei colleghi italiani a richiedere un permesso.

E sì, perchè in Italia i docenti sentono spesso il peso del privilegio delle ferie estive e, così, si sentono in difetto ogni volta che devono richiedere un permesso. Durante le vacanze la maggior parte degli insegnanti italiani concentrano tutte le visite mediche e dentistiche … i colleghi inglesi non si fanno gli stessi problemi, le ferie sono ferie, il lavoro è lavoro e i permessi per le visite mediche, matrimoni, funerali o semplicemente per avere un giorno libero ecc.. sono semplicemente permessi.

La motivazione è la seguente:

sono un professionista, lavoro con impegno e voglio essere libero di avere del tempo libero per potermi gestire.

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Prossimamente vi racconterò cosa pensano i colleghi inglesi del rapporto dei genitori italiani con la scuola, le malattie e il cibo ma, soprattutto, come reagiscono quando scoprono che la correzione dei compiti e la preparazione delle lezioni non avviene in orario scolastico.

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Una sperimentazione che potrebbe rivoluzionare la scuola italiana: terminare il ciclo di studi superiore in 4 anziché in 5 anni.

29 dicembre 2017: comunicato Miur:

DIPLOMA IN QUATTRO ANNI

Una sperimentazione che potrebbe rivoluzionare la scuola italiana: terminare il ciclo di studi superiore in 4 anni.

È disponibile da ieri, 28 dicembre 2017, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca l’elenco delle 100 scuole secondarie di secondo grado ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali, secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico emanato lo scorso 18 ottobre dal MIUR e aperto a indirizzi liceali e tecnici.

 

Come sono distribuite sul territorio nazionale le scuole  che hanno aderito alla sperimentazione?

Le 100 scuole ammesse con il decreto pubblicato oggi sono così distribuite:

  • 44 al Nord;
  • 23 al Centro;
  • 33 al Sud.

 

La sperimentazione riguarda gli istituti tecnici o i licei?

La sperimentazione toccherà entrambi: 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici.

 

Aderiranno alla sperimentazione anche le scuole paritarie?

Sì, oltre alle 73 le scuole statali, parteciperanno anche 27 paritarie.

 

Le scuole che parteciperanno potranno avere più classi sperimentali?

No, ogni scuola potrà attivare una sola classe sperimentale.

 

Quando partirà la sperimentazione?

Con l’anno scolastico 2018/2019. Le iscrizioni saranno possibili a partire dal prossimo 16 gennaio, la stessa data prevista per le iscrizioni ai percorsi ordinari.

 

Attualmente, esistono già percorsi di diploma in 4 anni?

Sì, in Italia già 12 istituti stanno sperimentando il diploma in 4 anni sulla base di singole richieste presentate negli anni scorsi al Ministero.

Con il bando emanato a ottobre si è deciso di superare questa logica, aprendo a una sperimentazione con criteri comuni di selezione, che hanno messo al centro la qualità dei percorsi e l’innovazione didattica, e con obiettivi nazionali di valutazione che, alla fine del percorso sperimentale, consentiranno di fare scelte basate su dati e informazioni approfonditi.

 

Cambieranno gli obiettivi specifici di apprendimento?

No, nessuno “sconto” sugli obiettivi formativi: le scuole partecipanti assicureranno, come previsto dall’Avviso pubblico di ottobre, il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida.

Sottolinea la Ministra Valeria Fedeli:

“I percorsi quadriennali non nascono oggi, sono il frutto di un dibattito che va avanti da tempo e di una riforma scritta nel 2000 quando era Ministro Luigi Berlinguer. Quella riforma non è mai stata attuata, ma nel 2013 una commissione istituita dal Ministro Francesco Profumo ha ripreso il tema dei percorsi quadriennali. Successivamente la Ministra Maria Chiara Carrozza ha dato il via libera alle prime sperimentazioni. Con il bando emanato a ottobre abbiamo deciso di imprimere una svolta. Di consentire una sperimentazione su grandi numeri, con una maggiore diffusione territoriale, nell’ottica di dare pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi di tutto il Paese, e una maggiore varietà di indirizzi di studio coinvolti. Tutto questo per fare in modo che, alla fine del quadriennio, si abbiano esperienze misurabili e valutabili davvero, secondo parametri condivisi e lavorando attraverso comitati scientifici nazionali e territoriali. Si avranno dossier approfonditi su cui poi tutti gli attori coinvolti potranno aprire il dibattito sul destino dei percorsi quadriennali”.               

 

L’elenco completo delle cento scuole ammesse, con il decreto pubblicato oggi, è disponibile online.

Ecco l’elenco

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