Un modo per avvicinare i bambini alle lingue straniere è l’utilizzo di app in lingua originale su smartphone e tablet.

 

Non è un mistero infatti, che le applicazione di maggior qualità e pregio siano edite spesso in lingua inglese, con traduzione in altri idiomi, tra cui, a volte, l’italiano.
Noi vi suggeriamo qualche app imperdibile se volete che vostro figlio si avvicini alla lingua inglese divertendosi.

 

Vi consiglio le seguenti:

 

Il Suono delle lettere – Italiano, Inglese, Francese, Tedesco & Spagnolo – Les Trois Elles Interactive

 

Little Fox Music Box – Kids songs – Sing along – Fox and Sheep GmbH

 

Endless Alphabet – Originator Inc.

 

App per imparare l’inglese:

 

Juddings Today : Juddings Oggi imparare la lingua facile per i bambini – Yellephant Co., Ltd.

 

Pili Pop – Corso di inglese per bambini – Pili Pop Labs

 

The Opposites – Mindshapes Limited

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Le Indicazioni Nazionali per il curricolo sull’insegnamento della lingua straniera

di Stefania Feriti docente presso la scuola primaria bilingue Little England di Brescia

Nel contesto italiano, per quanto riguarda le lingue straniere, le Indicazioni per il curricolo partono da un’attenta analisi del nuovo scenario sociale e culturale. La scuola valorizza la varietà linguistica, garantendo a tutti la possibilità di apprendere lingue diverse dalla propria, la cui padronanza è una premessa indispensabile perché i contatti tra persone che appartengono a nazioni e culture diverse siano fruttuosi.

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Modelli dell'educazione bilingue

Il termine educazione bilingue risulta ormai troppo generale per poter esprimere l’orientamento di un dato programma: con esso infatti si coglie solo la caratteristica principale, ossia che vi sono due lingue veicolari, lasciando nel vago altri fattori quali per esempio il contesto linguistico, le lingue usate a scuola, gli obiettivi di coloro che definiscono le politiche di uno Stato o i risultati linguistici che gli studenti ottengono al termine del loro percorso scolastico.

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Quando parliamo di educazione bilingue ci riferiamo al bilinguismo a livello scolastico, intendendo in questo modo che le normali materie scolastiche saranno insegnate in più di una lingua. Tuttavia non dobbiamo dimenticare quanto il fattore culturale sia una variabile importante nella scelta di promuovere o meno un’educazione che sia di stampo bilingue. Come affermava Grosjean (1982)

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Il termine educazione bilingue risulta ormai troppo generale per poter esprimere l’orientamento di un dato programma: con esso infatti si coglie solo la caratteristica principale, ossia che vi sono due lingue veicolari, lasciando nel vago altri fattori quali per esempio il contesto linguistico, le lingue usate a scuola, gli obiettivi di coloro che definiscono le politiche di uno Stato o i risultati linguistici che gli studenti ottengono al termine del loro percorso scolastico. I numerosi termini coniati di recente per indicare i diversi programmi attivati nell’ambito dell’educazione bilingue indicano lo sforzo che si sta facendo per cercare di mettere a fuoco l’orientamento adottato da ciascun modello. La classificazione iniziale dei modelli è basata sugli obiettivi dell’educazione bilingue, in base ai quali Baker fa una distinzione tra forme forti e deboli di educazione bilingue:

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