Allergie bambini: come comportarsi

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Allergie bambini …

COSA E’ IMPORTANTE SAPERE

Pensate che i vostri bambini siano soggetti allergici?

Ecco qualche indicazione utile

 

Stime recenti riferite al nostro Paese ci dicono che ben 10 milioni di italiani sono afflitti da allergie e il dato è in costante aumento, soprattutto in relazione alla popolazione pediatrica colpita, in particolare, da asma e dermatite atopica.

I paesi industrializzati sono i più colpiti a causa dei profondi cambiamenti nello stile di vita delle famiglie che porta ad una maggiore esposizione alle fonti allergiche.

Inquinamento “indoor” e “outdoor”, ragioni climatiche, alimentari e, negli ultimi anni, fattori genetici, sono fra le cause più comuni.

Anche l’eccessivo igiene è diventato fonte di possibili allergie: il sistema immunitario viene “distratto”, non incontra la sostanza alla quale siamo destinati a diventare allergici  e così non riesce a sviluppare gli anticorpi necessari per sconfiggere gli allergeni.

Una diagnosi precoce e una corretta terapia consentono spesso di evitare la “progressione” delle allergie sia in termini di quantità che in di sintomi.

Quando rivolgersi ad un allergologo?

Durante la bella stagione il vostro bambino inizia la giornata con solletico al naso, palato pruriginoso e occhi lacrimanti? Ha sempre il naso che cola? E’ opportuna una visita

Quando fare i test allergici?

L’autunno è sempre considerato il momento ideale per fare i test allergici ma, in realtà, si possono eseguire in qualsiasi momento purché non si stia assumendo degli antistaminici.

Allergie bambini: come comportarsi

Ma come viene diagnosticata un’allergia?

Il test più utilizzato e noto è lo “SKIN PRICK TEST” e viene praticato dall’allergologo dopo un’attenta raccolta di dati relativi alla sintomatologia presentata dal bambino.

Vengono quindi selezionati una serie di allergeni reputati, con maggiore probabilità, in grado di stimolare la reazione allergenica lamentata. Successivamente si praticano delle micro punture sull’avambraccio del paziente dove sono state poste una o due gocce dell’allergene; l’esito si avrà in una decina di minuti e l’eventuale positività ad un allergene, verrà confermata, nelle zone interessate, da un piccolo gonfiore e da prurito.

Meno comunemente vengono impiegati anche test in vitro come il RAST (RADIO ALLERGO SORBENT TEST) o simili che consistono in esami di laboratorio. A seguito di un prelievo del sangue si ricercano gli anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti (le IGE).

Quali sono le sostanze allergizzanti più comuni?

Gli allergeni che entrano in contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata sono i pollini delle piante ed erbe presenti generalmente da metà gennaio a novembre. Quelli maggiormente diffusi sono il nocciolo, l’olmo, il pioppo e il salice, la parietaria, la betulla, la quercia e il faggio, le gramicacee, l’ambrosia e l’ortica.

E’ importante ricordare anche gli “allergeni da casa”: i responsabili sono gli acari della polvere ( nei materassi di lana, tappeti e moquette), ma anche della cute o del pelo dei nostri amici animali (cani, gatti, conigli e uccelli).

Quali armi abbiamo a disposizione per difenderci?

Il vaccino contro l’allergia, o immunoterapia specifica, è considerato l’unico trattamento in grado di agire sulle cause e non solo sui sintomi e, di conseguenza, la strada più efficace e concreta per contrastare o controllare le allergie.

La ricerca biomedica mette oggi a disposizione “vaccini su misura” che possono garantire esiti positivi e durativi nel tempo.

I nuovi prodotti sono, in genere, somministrati per bocca: sono, infatti,  alcune gocce da mettere sotto la lingua il mattino prima di colazione o delle compresse di ultima generazione da sciogliere in bocca. Questi vaccini non si trovano in farmacia, ma vengono prescritti da uno specialista a seguito di analisi approfondite. Saranno necessari dai 3 ai 5 anni di costanza nell’assunzione del ciclo di terapia.

Solitamente si raggiungono dei miglioramenti già dal primo anno di cura, ma generalmente è nel secondo anno che si ottengono risultati concretamente rilevanti dal punto di vista della qualità della vita. Le risposta all’immunoterapia varia chiaramente da persona a persona: alcuni non lamentano più sintomi al termine della terapia, altri devono proseguire con una fase di mantenimento.

 

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